Un film consigliato a quanti credono che il cinema western sia finito e non abbia più niente da dire, perché l’impianto da film romantico e crepuscolare è degno del miglior melodramma storico. Alla base di tutto un buon romanzo di Robert B. Parker, sceneggiato con cura certosina dal regista e montato con tempi compassati – secondo le regole del miglior cinema d’autore – da Kathryn Himoff. L’azione si svolge nel 1882, per le strade della cittadina di Appaloosa (New Mexico), dove vengono ingaggiati come sceriffi gli spietati Virgil Cole (Harris) ed Everett Hitch (Mortensenn) con il compito di liberare la popolazione del regime di terrore instaurato da Randal Bragg (Irons). Il regista si riserva il ruolo principale che lo vede pistolero implacabile ma anche dolce innamorato della bella vedova Alison French (Zellweger), che al suo arrivo modifica gli equilibri della cittadina. Ed Harris aveva già girato Pollock (2000), ma in questo caso torna al vecchio western di stampo classico, rivitalizzandolo a base di innovativi elementi romantici. Non mancano i cliché del genere, dal pistolero glaciale al duello finale, passando per indiani e sparatorie, ma vediamo situazioni nuove, come la rivalità in amore tra i due amici e la donna volitiva, pronta a cambiare uomo con il mutare degli equilibri. Colonna sonora di Jeff Beal che contiene Scare Easy (Tom Petty) e un brano cantato da Ed Harris (You’ll never my heart). Riprese a Santa Fe nel Nuovo Messico e ad Austin nel Texas. Interpreti molto bravi, da Viggo Mortesen nei panni dell’amico e collega inseparabile del pistolero (il regista è bravo anche come attore), a un cattivo da manuale reso da Jeremy Irons, senza dimenticare l’affascinante Renée Zellweger nei panni della donna che fa innamorare tutti, buoni e cattivi. Bob Harris (padre di Ed) si vede per poche sequenze nei panni del giudice che condanna il bandito. Fotografia luminosa (Semler) ed esterni polverosi, da vecchio west di frontiera, montaggio definito in 114’ (Himoff) con una storia divisa in due parti che approfondisce l’epopea del bandito, dalla condanna alla grazia, fino alla sequenza risolutiva. Un film da vedere senza pregiudizi, recuperato su Iris, ciclo dedicato al nuovo cinema western nordamericano, che attinge alle fonti del passato senza farle rimpiangere.
Regia: Ed Harris. Soggetto: Robert B. Parker (dal romanzo omonimo). Sceneggiatura: Ed Harris, Robert Knott. Fotografia: Dean Semler. Montaggio: Kathryn Himoff. Effetti Speciali: Geoffrey C. Martin, Mark Freund. Costumi: David C. Robinson. Trucco: Tarra D. Day. Musiche: Jeff Beal. Scenografia: Waldemar Kalinowski, Steve Arnold, Linda Lee Sutton. Produttori: Ed Harris, Robert Knott, Ginger Sledge. Produttori esecutivi: Michael London, Toby Emmerich, Sam Brown, Cotty Chubb. Case di Produzione: New Line Cinema, Axiom Films, Groundswell Productions. Distribuzione: 01 Distribution. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: Appaloosa. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2008. Durata: 114’. Genere: Western. Interpreti: Viggo
Mortensen (Everett Hitch), Ed Harris (Virgil Cole), Renée Zellweger (Allison French), Jeremy Irons (Randall Bragg), Timothy Spall (Phil Olson), Tom Bower (Abner Raines), James Gammon (Earl May), Lance Henriksen (Ring Shelton), Adam Nelson (Mackie Shelton), Gabriel Marantz (Joe Whittfield), Bob L. Harris (giudice Elias Callison), Timothy V. Murphy (Vince Sullivan), Rex Linn (sceriffo Clyde Stringer), Robert Jauregui (sceriffo Jack Bell), Ariadna Gil (Katie), Luce Rains (Dean), Bounthanh Xaynhachack (Chin), James Tarwater (Chalk), Boyd Kestner (Bronc).
