“Il bene comune”, un prodotto televisivo che si eleva dalla media delle contemporanee modeste commedie italiane

Articolo di Gordiano Lupi

Rocco Papaleo autore può vantare come pregio indiscutibile una grande originalità che lo distingue nello scialbo panorama contemporaneo dei suoi colleghi italiani. Scordato era stata un’esperienza molto felice, un lavoro risolto, compiuto ed emozionante. Il bene comune, nonostante un’accoglienza critica entusiasta, l’ho trovato altalenante nei risultati, non del tutto riuscito, pur presentando un buon senso della narrativa cinematografica e la commistione tra musica e storia. Vediamo la trama. Biagio (Papalaeo) è un ex maresciallo dell’esercito che si è riconvertito guida turistica nel Parco Nazionale del Pollino (Lauria, Castrovillari, Diamante…) e nel tempo libero allena il nipote Luciano (Fuorto) per farne un campione di atletica. Un giorno viene chiamato ad accompagnare alcune detenute (internate in casa famiglia) per un’escursione che le porterà a vedere un pino loricato (ultra centenario) abbarbicato alle rocce del Pollino. Durante il viaggio alcuni flashback consentono di conoscere il passato di Samanta (Pandolfi), Gudrun (Saponagelo), Fiammetta (Ferri), Anny (Sparapano) e Raffaella (Scalera, capo escursione, un’attrice in cerca di realizzazione). Non solo, capiremo anche il motivo per cui Biagio ha abbandonato l’esercito e la carriera come possibile allenatore nei centri sportivi militari. Il viaggio permette ai protagonisti di conoscersi meglio e le avventure vissute portano in superficie gli eventi che hanno condotto le donne in prigione, ma anche i traumi e le delusioni che hanno caratterizzato la vita di Biagio e del nipote. Un film che Rocco Papaleo scrive (insieme a Valter Lupo) e produce, con ambizioni da autore, girandolo con mano esperta tra Basilicata e Calabria – terre di elezione del regista -, impaginato con sequenze fotografiche stupende del Parco del Pollino (Diego Indraccolo). Montaggio alternato di Mirko Platania, che contiene la pellicola in 103’ densi di eventi, con numerosi flashback e inserti geniali di un’orchestrina folk che accompagna la storia con la musica. Tra le trovate migliori le sequenze durante le quali gli attori si raccontano al pubblico in prima persona, in primo piano verso la macchina da presa, vestiti in abiti teatrali, con la musica in sottofondo. Un’idea alla Bergman, se vogliamo, corretta da Papaleo, non realizzata su sfondo nero ma stile musical e caratterizzata da note di blues. La colonna sonora di Michele Braga è tra le cose più riuscite del film, con la canzone portante cantata da Rocco Papaleo e altri brani molto in sintonia con il tema trattato. Il regista racconta diverse solitudini, traumi ed errori che hanno cambiato la vita dei protagonisti, speranze deluse e sogni che forse non si avvereranno mai, attraverso il ricordo degli eventi passati di ogni personaggio. Commedia corale, di non facile gestione, durante la quale si ride poco, ma ogni tanto si pensa, toccando persino il dramma nel convulso (e inatteso) finale. Rocco Papaleo attore convince, come sempre, ma interpretata Rocco Palaleo, il suo

unico personaggio possibile. Il resto del cast vede le brave Vanessa Scalera e Claudia Pandolfi gestire molto bene i loro ruoli, mentre risulta diligente il resto del gruppo; insufficiente Pietro Ragusa nei panni del marito violento di Samanta. Il bene comune promette molto di più di quel che concretamente riesca a realizzare, molte buone intenzioni non giungono a compimento, indulgendo a un prodotto televisivo che comunque si eleva dalla media delle contemporanee modeste commedie italiane. Resta un film da vedere, per molte intuizioni originali, per la colonna sonora e per la splendida fotografia lucana. Visto in provincia al cinema Astra di Follonica che possiede uno schermo panoramico invidiabile, capace di valorizzare i momenti migliori della pellicola.

Regia: Rocco Papaleo. Soggetto: Rocco Papaleo, Valter Lupo. Sceneggiatura: Rocco Papaleo. Fotografia: Diego Indraccolo. Montaggio: Mirko Platania. Musiche: Michele Braga. Scenografia: Sonia Peng. Costumi: Sara Fanelli. Produttori: Roberto Sessa, Valter Lupo, Simone Paralovo, Rocco Papaleo. Produttore Esecutivo: Linda Vianello. Case di Produzione: Picomedia, Less Is More Produzioni, Piper Film. Distribuzione (Italia): Piper Film. Genere: Commedia. Durata: 103’. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2026. Prima Cinema: 12 marzo 2026. Interpreti: Rocco Papaleo (Biagio), Vanessa Scalera (Raffaella), Claudia Pandolfi (Samanta), Teresa Saponagelo (Gudrun), Andrea Fuorto (Luciano), Rosanna Sparapano (Anny), Livia Ferri (Fiammetta), Max Mazzotta (Mimmo), Pietro Ragusa (Vito).

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