In molti pensano ancora di essere in un Mondo libero in cui i diritti ed i doveri sono equamente divisi.
Temiamo, ma ne siamo quasi certi, che non sia così, che non sia più così da tempo, anche se non riusciamo a quantificare il tempo dal quale è iniziato tutto.
Non sappiamo dire perché la tenaglia abbia incominciato a stringere prima senza dare segni evidenti, poi più decisamente.
Quanto scriviamo, forse, non è reale, ma proviamo a scriverlo lo stesso; nel nostro cuore speriamo non sia reale.
I pensieri giungono nei momenti meno impensati, si agitano e non vanno via più; si aggrovigliano e si annodano con il tempo si sciolgono e si liberano in volo; loro volano almeno.
Siamo abituati ad analizzare i fatti e siamo abituati a cercare di decifrarli; non crediamo che i fatti (almeno alcuni) siano del tutto casuali, ma non possiamo escludere questa eventualità.
L’analisi che esporremo ci impegna da tempo e ci porta a riflettere su di una ipotesi che ci pare sempre meno irreale e sempre più probabile.
In un Mondo complesso e, fortemente, condizionato dalla ragnatela informatica, telematica e cibernetica viene da pensare, per la prima volta, nella storia dell’umanità se sia possibile una forma di schiavitù “controllata” ed “accettata” non di un Paese o di una zona delimitata, ma dell’intero Pianeta Terra.
I passaggi logici che ci impegneranno da qui in avanti potrebbero sembrare voli pindarici, ma riteniamo che abbiano tutti un loro filo conduttore: il possibile asservimento dell’umanità ad un numero esiguo di persone e di sistemi dittatoriali tra loro coesistenti.
Ovviamente, non è la prima volta che l’uomo sperimenta la schiavitù, ma potrebbe essere la prima volta che si realizzi una schiavitù planetaria.
Un dato è incontrovertibile: per assoggettare miliardi di persone occorrono delle circostanze che si realizzino in modo indotto, pianificato e con uno scopo ben definito e causalmente orientato.
Le terre ed i popoli da conquistare.
Una prima considerazione che deve essere fatta ruota attorno all’ analitico studio dei continenti sia sotto il profilo geografico sia sotto il profilo storico sia sotto il profilo delle popolazioni sia sotto il profilo geopolitico ed economico delle aree.
Il quadro è molto complesso e differenziato.
Africa
Il continente che ha dato i natali all’intera umanità è allo stremo delle proprie forze e lo è da molto tempo in una colpevole indifferenza dei Paesi ricchi.
L’Africa per il 90% è preda di guerre intestine e civili, guerre fra i diversi paesi e le diverse etnie; guerre infinite che hanno sfibrato il continente, lo hanno impoverito e lo hanno reso un territorio pericoloso per chiunque voglia investire.
Senza contare che nel territorio africano sono, ancora oggi, presenti malattie talvolta mortali ed endemiche (Ebola, AIDS, SCABBIA, LEBBRA, TUBERCOLOSI ed altre) che sono perlopiù sconosciute o scomparse in altre aree del Pianeta.
La “pestilenza”, però, più importante che affligge il Continente Africano è la fame e la povertà che sono condizioni endemiche.
Il cibo è scarso, quando non inesistente e la vita non consente nulla di più della sopravvivenza: quando la consente.
Tutto questo, ovviamente, per la stragrande maggioranza della popolazione non certo per chi governa i Paesi africani (spesso dittatori senza scrupoli).
Le migrazioni interne al continente e quelle che raggiungono Asia, America ed Europa sono perlopiù in mano a bande criminali e queste, in molti casi, sono al governo di interi Paesi o hanno relazioni stabili con i governi insediati con la forza o con delle elezioni farsa.
Le bande criminali al potere o che condizionano i governi esistenti sono realtà che configurano una forte instabilità nei progetti di controllo del Pianeta.
L’instabilità è dettata dal fatto che tali criminali non vengono a patto con nessuno e ragionano con la logica del denaro, del guadagno e della violenza pura.
Seppur ciò avvenisse la stabilità degli accordi siglati sarebbe molto difficile, precaria e pericolosa in se.
Tutto questo fa ritenere che vi sia una seria difficoltà ad assoggettare il continente africano così frammentato ed eterogeneo.
L’instabilità non giova a chi punta ad un sistema di controllo dell’area.
L’Africa è un continente nel quale c’è una infinità di etnie, di religioni e di sette più o meno conosciute.
La diversità culturale e la diversità religiosa aiuta a determinare una situazione di profonda instabilità e, quindi, di “non assoggettabilità” del continente che resta per certi versi “esplosivo”.
L’Africa, madre di tutti gli esseri viventi, potrebbe salvare l’umanità (umani, animali e vegetali): una soluzione possibile, anzi, probabile.
Il Continente Africano è un infinito e sconfinato “mercato” da conquistare per chi pensa al mero guadagno ed è un territorio ricchissimo di materie prime necessarie (e non) alla tecnologia dell’Occidente e dei paesi orientali occidentalizzati.
L’Africa è da sempre un bacino di conquista: lo è stata, lo è e lo sarà.
È stata depredata dalle sue ricchezze umane e materiali per secoli.
Le popolazioni africane sono talmente povere che, di fatto, non riescono a decidere da secoli del loro futuro e, quindi, per loro decidono altri; come, di fatto, è sempre accaduto.
Per capire ciò basta guardare la cartina geografica dell’Africa che è disegnata con il righello e la squadra nell’assoluta non curanza ed indifferenza delle popolazioni e delle culture.
Il rispetto delle culture e dei popoli viene prima delle logiche di sfruttamento e di guadagno.
Ma da sempre l’Africa è stato un luogo infinito in cui l’Occidente ha ritenuto di scorrazzare defraudando e portando via tutto quanto era possibile.
Il colonialismo del XXI secolo si attua con la più banale delle condizioni umane: la povertà estrema delle popolazioni.
La povertà impedisce di ribellarsi ed è un arma di coercizione formidabile ed a costo bassissimo (ma in Africa a costo alto, anzi altissimo).
Non dobbiamo mai dimenticarci che l’Africa possiede materie prime rare e questa è la sua enorme forza inespressa, ma anche la sua vulnerabilità.
Una forza opaca se in mano a governi “fantoccio” o peggio, in mano alla criminalità comune ed organizzata senza scrupoli.
Tutto ciò, senza contare che molti governi sono in mano a forze estremiste islamiche che uniscono il profilo criminale con le dottrine estremiste religiose.
Una forza che potrebbe essere la chiave di volta, sempre che l’Africa riesca a superare i problemi endemici della scarsa democrazia e delle guerre intestine e della fame e della malattia.
Senza democrazia non c’è pace e senza la pace non c’è sviluppo.
Ma il problema appare più serio di quanto non si creda, visto che le popolazioni sono perlopiù sottoculturate e non scolarizzate; se non ancora, addirittura, attratte da riti tribali e culture millenarie fondate su credenze sciamaniche.
Profili impenetrabili per l’Occidente.
Può sembrare anacronistico tutto ciò, ma non è così; è pura realtà.
L’Africa è un grande crogiuolo di popoli e di culture, ma è anche l’espressione di un grande caos che, se non governato, può essere pericoloso, una polveriera umana.
È, però, indubbio che il continente africano è, paradossalmente, quello che può cambiare gli equilibri e, quindi, le sorti del mondo: un enorme ago della bilancia, in un gioco dell’esistenza e della sopravvivenza che si ripete all’infinito.
Asia
Vi è poi l’Asia che è un continente molto variegato e dove ci sono paesi enormi per estensione di territorio e popolazione.
La Cina e l’India sono due colossi economici, nei quali il pluralismo e la democrazia non sono di casa.
Sono, peraltro, due Paesi che posseggono la bomba atomica e, quindi, in grado di provocare la terza guerra mondiale.
L’Asia, inoltre, è costituita da Paesi come Singapore, la Corea del Sud, l’Arabia Saudita ed i paesi della penisola araba e la Thailandia che hanno un livello di tecnologia alto, ma un livello di democrazia molto basso.
Non sono dittature in senso proprio, ma non hanno un livello spiccato di democrazia, almeno, intesa quale quella occidentale.
L’Asia è facilmente controllabile perché nei Paesi più grandi (Cina ed India) non è che vi siano condizioni economiche identiche a tutti i soggetti.
Vi sono soggetti che soffrono la fame in aree vaste e sperdute ed il potere economico – quello vero – è in mano a pochi.
Oceania
L’Oceania è un unico Paese l’Australia (poco si può dire della Nuova Zelanda) e questo è allineato ai Paesi occidentali, infatti, fa parte del Commonwealth ed è legato alla potenza ex coloniale della Corona inglese.
America Latina
Stessi strumenti di coartazione: disinformazione ed incremento della povertà si riscontrano nell’America del Sud.
L’America Latina è un continente segnato da profonde diversità in termini di governo della cosa pubblica, ma vi sono Paesi che possono dirsi semi-dittatoriali (vedi Venezuela e Colombia) o post dittatoriali (vedi Cile ed Argentina).
L’America Latina ha un forte debito procapite per nazione che, di fatto, tiene incatenato il loro sistema a quello statunitense (teoria del Presidente USA Monroe).
Non vi è dubbio che anche in questi Paesi quello che manca è una democrazia matura e la capacità dei popoli di autodeterminarsi.
Difficoltà che è legata alla povertà di grandi aree dei diversi Paesi.
Uno stato su tutti detta forte perplessità circa la contiguità tra potere politico e criminalità organizzata: il Messico.
Le bande criminali nel Messico terrorizzano e rendono schiave centinaia di migliaia di persone attraverso reati violenti e narcotraffico internazionale.
Tutto ciò, con una sostanziale impunità e/o incapacità delle forze dell’Ordine di frapporre un argine reale al clima di terrore.
Le bande sono, in realtà, un esercito paramilitare ed incutono paura e terrore anche alle forze dell’ordine del Paese (spesso corrotte).
Russia
La Russia, continuiamo a scriverlo e convintamente a sostenerlo, è un Paese europeo e solo la considerazione di ciò potrà cambiare le cose, prima arriva questa considerazione e meglio sarà.
La grande Russia che è un Paese sterminato è profondamente afflitta, oltre che da una totale carenza di democrazia anche da una povertà (purtroppo) molto diffusa e radicata, ma volutamente taciuta all’esterno.
In Russia (oggi) la ricchezza è distribuita in modo clientelare nel senso che è in mano a pochi (vicini allo “Zar Putin”) e per gli altri non restano che le briciole.
Potente in Russia è la “Mafia” che non è esente da contatti ben strutturati con il Potere costituito.
L’Occidente frammentato
L’Occidente è diviso tra Europa e Stati Uniti.
Sono due realtà molto diverse tra loro.
Gli Stati Uniti dopo l’elezione al secondo mandato di Trump non sono più il “cane da guardia” del Mondo e vogliono smantellare la NATO (un progetto non condivisibile).
Una politica di autorità e di contrazione è stata necessaria per prendere i voti di quegli americani stanchi di vedere i loro ragazzi morire per “cause” aliene e lontane dal territorio americano.
La politica, oggi, di Trump è tutta canalizzata verso l’esaltazione dell’America e l’esaltazione della forza dell’America; una forza militare reale ed una forza economica.
Ma c’è un passaggio della politica di Trump che mette in crisi i canoni di democrazia: la sistematica bugia contraffatta per verità.
Trump ha fatto forza su di un principio che è immediatamente percepibile: l’America deve essere il primo Paese e ci si deve occupare dell’America.
L’America è una grande nazione, ma non può farcela da sola.
In questo mondo complesso nessuno può farcela da solo nemmeno se è l’America.
In America la democrazia non è in pericolo, ma è pur vero che i tentativi di condizionare gli apparati di controllo come il Parlamento portano ad una unica considerazione: si vuole limitare il potere legislativo ed il potere di controllo sugli atti dell’esecutivo.
La spinta populista di Trump è, inoltre, chiara con l’idea “originale” (ma potremmo dire quasi comica) di “conquistare” la Groenlandia (territorio europeo facente parte della Danimarca).
Le dittature a tutti i livelli massimizzano il capo, riducono gli spazi di manovra del potere legislativo ed ipotizzano conquiste di territori rivendicandoli come fosse un “diritto”: qualcuno ci ha portato via un nostro territorio e le masse applaudono e glorificano l’impostore di turno.
Trump è il “prototipo” del dittatore attuale ideale in tempi di “democrazia fragile”, quali quelli odierni in tutto l’occidente.
Non intendiamo sostenere che Trump sia un dittatore (non ne ha le caratteristiche e il sistema statunitense ha gli anticorpi per un deriva totalitaria), ma vogliamo sottolineare che i suoi atteggiamenti ed i suoi fini dimostrano in modo chiaro – ed inequivocabile – come “un dittatore” potrebbe muoversi in un contesto democratico incerto e debole (o ancora meglio, fortemente indebolito).
Questo non toglie che il sistema democratico abbia gli anticorpi per respingere una deriva autoritaria ed anti democratica (almeno per adesso).
Il Mondo non è mai stato così complesso e non è mai stato così pieno di cittadini ridotti a “preda” ( per tutti si veda: Elias Canetti. Massa e potere in Adelphi).
L’Europa è un discorso a parte.
In primo luogo l’Europa politicamente non esiste come soggetto unitario.
Affermazione seria e grave, ma deve essere messa a fuoco.
L’Europa non esiste come soggetto politico autonomo e definito.
L’Europa non è una federazione di Stati (come gli USA), ma un soggetto giuridico “polimorfo” che solo per certe materie ha il potere di decidere.
Quello che deve essere chiaro: nessun Paese in Europa ha perso la propria sovranità (anche se vorrebbero farci credere il contrario).
Ciascun Paese potrebbe uscire dall’Europa a certe condizioni, ma potrebbe decidere di lasciare l’”accordo” europeo.
Lo ha fatto la Gran Bretagna e lo potrebbero fare altri Paesi recuperando a pieno la loro sovranità.
L’Europa è economicamente un fallimento e politicamente una realtà incompiuta.
Un gigante con la testa tra le nuvole ed i piedi di argilla in una palude melmosa.
L’Europa non è capace di una reale autonomia gestionale ed una reale autonomia politica.
Sa solo guardare alla Russia ed alla Cina con sospetto ed agli USA con deferenza mista a “lecchinaggio”.
In più, non vi è una politica autonoma e riconoscibile che possa dirsi europea.
La “dinastia dei dittatori”
Abbiamo cercato di rappresentare il planetario politico, ma ci sono delle condizioni socio-politiche in questo momento che a parere nostro potrebbero favorire una “Dinastia dei Dittatori”.
Facciamo un rapido excursus delle particolari condizioni in cui viviamo.
In Russia, abbiamo un dittatore sanguinario che ha affamato un intero popolo ed uccide o incarcera chi gli è avversario.
In Cina abbiamo un Presidente liberista che ha rinnegato il comunismo e gli insegnamenti di Mao Zedong per aprirsi alle “chimere” occidentali della ricchezza a tutti i costi del profitto e della finanziaria creativa.
In Europa abbiamo un governo centrale effettivo, ma un Consiglio dei Presidenti che rappresentano loro stessi ed i loro Stati.
Sono monadi “confuse” e virtualmente libere rispetto ad uno sfondo politico e sociale complesso.
L’Europa può essere definita un’anatra zoppa che rappresenta ancora una visione democratica del Mondo che appare in profondo declino, ovvero, quello uscito da Yalta.
La democrazia come l’abbiamo concepita dopo la seconda guerra mondiale è in forte e costante cambiamento e si è via via impoverita dei valori.
La democrazia poggia le basi su di uno stato generale delle cose che è per questo necessario: la pace.
In Europa, oggi, c’è la guerra e c’è da anni e non dal 2022.
Una democrazia presuppone valori e principi condivisi se questi non sussistono non si può più parlare di democrazia; e la forma teocratica o dittatoriale è mirabilmente più efficiente e più attrezzata rispetto alla democrazia; è più rapida negli scopi e nelle azioni.
La democrazia è per sua natura debole e complessa, ma completa.
La dittatura è per sua natura dispotica, cinica e violenta, ma allo stesso tempo, elementare ed incompleta.
Putin da un lato è in netto vantaggio su Trump perché le difese della democrazia americana sono sempre attive e presenti.
Trump può solo parlare al proprio elettorato e fare credere che l’America sia una potenza per se stessa, ma anche l’America che è in netta recessione come del resto il Mondo intero non può fare a meno del Mondo.
Trump si è, addirittura, inventato una terra da conquistare; se non fosse che gli USA sono una potenza mondiale e nucleare la circostanza potrebbe far parte della sceneggiatura di quei film di quarto ordine.
Nessun politico serio può rappresentare al proprio Paese (il primo Paese del Mondo, almeno era quello che dicevano) che vi sono in programma delle iniziative militari per “conquistare” la Groenlandia (ovvero un territorio europeo che fa parte della Danimarca, paese della NATO).
Ripetiamo che se non fosse vero verrebbe da chiedersi chi sia il regista di un film così scadente.
Va posto che alla base del moderno Mondo c’è un’unica forza reale: quella finanziaria, quella economico-finanziaria, della finanza creativa a tal punto da far credere l’incredibile.
La finanza unita alla ingegneria informatica ed alla Intelligenza Artificiale sono il culmine degli strumenti di controllo delle industrie avanzate sulle popolazioni ormai impoverite e indebitate.
Dobbiamo chiederci, in un contesto del genere, se possa essere compatibile una forma di controllo e di schiavitù del mondo intero e con quali “armi”.
Quello che deve essere chiaro è che non vanno confusi i ruoli: vi sono terre che controllano e terre che vengono controllate e sfruttate sino ad essere spolpate di tutte le loro ricchezze.
La funzione delle terre sfruttate è quella di finire sotto il giogo politico-militare delle terre che controllano.
Non parleremo più di Paesi o di Nazioni, ma di territori perché non sono i confini dei vari stati a limitare le diverse attività; siamo in un contesto di conquista dell’ West, di territori e delle loro ricchezze a scapito delle popolazioni e delle persone.
In questo scenario che riteniamo sia il peggiore degli ultimi 60 anni, a livello internazionale, viene da chiedersi se qualcuno, più verosimilmente, un “Comitato di Illuminati” potrebbe aspirare (nell’ombra) a tenere le redini del mondo.
Fantapolitica tutto questo? Forse si, anzi, speriamo proprio di sì.
Non possiamo prevedere il futuro e non lo vogliamo fare, ma vogliamo provare a ragionare su quali leve un manipolo di manigoldi potrebbe prendere il potere.
L’uso di internet ed oggi della Intelligenza Artificiale sono sicuramente strumenti che tendono a rendere uniforme l’informazione e la formazione, quindi, rendere possibile il progetto di disinformazione di massa e controllo delle masse (acefale ed ignoranti per definizione).
Il punto essenziale a cui si tende è quello di manipolare e rendere incapaci i vari soggetti di avere una loro idea critica sulle cose, eliminare le fonti e le basi della conoscenza.
Informando, in modo tale da assecondare la curiosità, ma manipolando le informazioni, si rende la popolazione falsamente contenta di ciò che gli viene propinato.
La gran parte dei soggetti con internet ed IA sarà contenta di risparmiare tempo e di creare documenti o avere informazioni che, in altro modo, ci sarebbero voluti mesi ed anni per averli e la fatica di studiare e, quindi, di pensare.
Una cultura a livello di tutti significa un appiattimento ordinato delle conoscenze per il controllo degli individui.
Una eliminazione del pensiero critico individuale (si leggano il saggio: “L’inganno della intelligenza artificiale” di Emily M. Bender e Alex Hanna ed. Fazi Editore, 2026 e la Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV ) fatto in modo sistematico e determinato.
L’esercizio più umano di tutti; pensare, sarebbe annientato dalla manipolazione della informazione che renderebbe tutti più ignoranti e tutti più uguali.
Il pensiero libero sarebbe annientato perché è il principale pericolo che possono incontrare coloro che vogliono piegare la popolazione.
Se il cittadino-suddito-schiavo non pensa e perde il senso critico è, facilmente, assoggettabile.
Oltre ad una informazione/disinformazione si deve fare luogo ad una intensa attività di distrazione.
La distrazione e la disinformazione lo rendono contento, soddisfatto ed innocuo; la soddisfazione non si pone domande perché ha già le risposte.
Ma non tutti cadono in questa “rete”; non ci cadono gli intellettuali che amano leggere i libri di carta e scrivere con la penna stilografica, scrivono appunti e meditano su quanto apprendono.
Alcuni persistono nello studio e nell’approfondimento con metodi classici (i libri) e costoro sono “pericolosi”, ma vengono neutralizzati mettendoli ai margini; considerandoli come nemici della “serenità” indotta dal sistema.
Tutto deve essere semplice, tutto deve essere lineare, tutto deve essere a livello zero.
Se pensi, non sei utile; se pensi sei un soggetto che disturba; se pensi sei, addirittura, nocivo, sei da “ostracizzare”; sei un “nemico” dell’ordine statale.
Quindi, costoro vengono neutralizzati per esclusione.
Ma non basta.
Occorre fare un ulteriore attività che indebolisce una possibile reazione all’attuazione del disegno di “conquista” del mondo: rendere tutti (eccetto gli Illuminati) più poveri e disperati.
Il disegno di rendere i cittadini del mondo poveri non ha molti ostacoli.
Non ha molti ostacoli perché ormai ⅔della popolazione mondiale (Africa, Asia ed America Latina) vive già sotto la soglia della povertà.
La povertà è strumento e fine nel medesimo tempo; è arma sorda e sordida.
È strumento perché attraverso questo metodo si impone ai cittadini di occuparsi, in modo primario, del proprio sostentamento e di quello della famiglia distraendoli da altri impegni, in primo luogo: pensare.
Se il cittadino ha problemi economici che, in genere, vanno di pari passo a quelli sanitari non potrà preoccuparsi della “cosa pubblica” e ben lieto sarà di lasciare le redini delle decisioni ad altri.
Quindi, si avrà una sostanziale delega in bianco che è esattamente quello che vogliono gli Illuminati: e questo è il fine.
La incapacità di districarsi nella giungla della informazione/disinformazione e la povertà crescente nelle classi medie in occidente vanno di pari passo con il distacco del cittadino dalla vita pubblica e, quindi, il suo “conflitto” con il Paese che finirà per vedere come alieno e, quindi, ben venga una classe dirigente e dirigista.
Una classe che adotta la c.d. dittatura del consenso ed abolisce, una volta per tutte, quella della forza e della violenza fisica.
La reale questione è, comunque, come “annientare” le capacità critiche della classe media occidentale.
Questa classe è il vero “problema” per chiunque voglia prendere il potere, Illuminati compresi.
Ed allora qui l’impoverimento va fatto in modo massiccio, concreto e sistematico.
Su tale tema, con il senno di poi, viene da pensare a quanto si scrive di seguito.
Il COVID fu la prova generale di un sostanziale blackout della libera economia di mercato e l’evoluzione della economia del e-marcato e della globalizzazione (immensa fonte di ricchezza per le società degli Illuminati).
Volenti o nolenti è assolutamente vero che il COVID ha fermato la piccola e media impresa nel mondo occidentale ed in particolare in paesi come l’Italia, in cui tali aziende erano segno di qualità e raffinatezza, oltre che rappresentare la ossatura dell’economia nazionale.
Le medie e piccole aziende hanno chiuso a beneficio dei colossi come Amazon ed affini che, a bassa qualità, vendono prodotti a prezzi stracciati ed in barba a tutte le leggi di tutela del lavoro dipendente aventi sedi in Paesi privi di garanzie per i lavoratori e paradisi fiscali.
Colossi che non pagano quelle tasse che vengono pretese con forza e decisione a quelle aziende che sono state fatte chiudere dal COVID.
Fermi ed attoniti i sindacati (ormai un orpello per scioperi del venerdì) che si sono rivelati del tutto incapaci di fronteggiare tale situazione.
Questa non è globalizzazione, non è libertà di mercato, ma è concentrazione delle ricchezze e liberismo dirigistico ed etero diretto che influenza i mercati perché ha già influenzato le menti.
Tutto questo comporta un lavoro sottopagato e sotto garantito ed una idea del tutto sbagliata che: se costa meno è meglio.
Senza contare che questi colossi non creano concorrenza, ma concentrano poteri economici e risorse immense nelle mani di pochi e fanno “cartello” tra di loro.
Quindi, vi è un impoverimento che porta alla possibilità di maggior controllo.
Appare del tutto evidente che si potrebbe essere agli albori di una dittatura economico-finanziaria orientata a distribuire le ricchezze della terra in mano a pochi (gli Illuminati) con una moltitudine di persone che non sono in grado di ribellarsi né di pensare perché occupate a risolvere i problemi molto primitivi della sopravvivenza.
Come invertire la tendenza affinché non si arrivi a tanto?
Non vogliamo essere dei teorici del nulla, ma riteniamo che una inversione della situazione passi da una effettiva e non nominale redistribuzione delle ricchezze (che non ha niente a che fare con ideologie quale quella socialista, vogliamo precisarlo).
La ricchezza non più concentrata in poche mani ed un nuovo umanesimo valoriale ed il ritorno ai valori di rispetto e tutela dell’individuo sembrano poter essere i passi iniziali (indicati anche nell’Enciclica “Magnifica Humanitas” da Papa Leone XIV).
Non so se saremo in grado di fare tutto questo; non so se il processo sia, ormai, irreversibile (ritengo di no).
Una cosa è certa: la deriva dittatoriale in contesti come quello rappresentato è assolutamente possibile, anzi, appare del tutto meno che improbabile.
