Mamma

Articolo di Massimo Rossi

A mia madre Angela

Un cielo stellato sono i tuoi occhi, un cielo che protegge come una dolce e calda coperta.
Mi guardi e doni la pace.
Mi doni la speranza che quegli occhi mi guarderanno per sempre.
Saranno la mia guida e il mio sentiero.
Sono occhi di una donna che ha visto la vita e accarezzato la fame.
Sono occhi che conoscono la sofferenza e che conoscono il terrore, la guerra, le bombe, quel frastuono che resta anche dopo, che resta tutta la vita.
Sono occhi che hanno sentito il sapore acre della polvere da sparo e delle ferite aperte.
La guerra, il terribile flagello che ha ucciso persone e speranze in un battito di ciglia.
Sono occhi che mi hanno visto bambino e che mi hanno cullato anche prima che ci fossi.
Sono occhi che mi hanno guarito, guidato e sorvegliato e lo fanno ancora.
Sono quello che nemmeno un poeta riuscirebbe a definire.
Ora sono stanchi ma nel profondo c’è la luce che mi ha sempre illuminato e che mi illuminerà fino alla fine dei miei giorni.
Ti terrò la mano piccola e incavata, come tu hai sempre tenuto la mia paffutella e so che in eterno ti avrò al mio fianco.
Sappi che è un vero piacere poterti proteggere e assistere come posso; sei e sarai la mia stella polare.

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