Non è dato sapere perché questo film sia stato diretto da Christian De Sica – attore principale -, visto che è una classica sceneggiatura dei Vanzina e probabilmente l’affermata coppia (esperta in commedia popolare) avrebbe gestito al meglio un lavoro comico corale, tutto sommato godibile. Nella produzione da regista di Christian De Sica (9 pellicole) questo film giunge sesto e si caratterizza per un titolo nato da una battuta del comico: “Come ci attavoliamo, simpatici contro antipatici?”, già pronunciata in Yuppies 1 e 2 e in Fratelli d’Italia. In ogni caso il titolo richiama la storia narrata, perché tutto si svolge all’interno di un circolo tennistico romano, dove si danno il cambio persone più o meno simpatiche, come in un piccolo palcoscenico della vita. Commedia corale – di personaggi e situazioni -, quasi pellicola a episodi concatenati tra loro, girata in unità di luogo, tempo e spazio (il circolo tennistico), montata con verve e adeguati tempi comici. Christian De Sica è molto a suo agio nei panni di Roberto, marito infedele mantenuto da una moglie sin troppo credulona (Mascoli) e da un ricco suocero gioielliere. La caratterizzazione delle figlie di De Sica non è politicamente corretta perché insiste in funzione comica sul loro eccesso ponderale e sul fatto che mangino troppi dolci, mentre una di loro rimprovera il padre con un tormentone: “Sei troppo cattivo, papà”. De Sica paga il fio di tanta insensibilità dopo l’incontro con Dolores (Rico), che prima lo spenna economicamente, quindi gli rovina il matrimonio e lo fa buttare fuori di casa dalla moglie tradita, che si accorge dei suoi inganni. Carlo Messeri (Ugo) interpreta un personaggio quasi commovente, da quanto è ingenua la dolcezza con cui cerca di propinare a tutti scatolette di caviale con le quali cerca di pagare i debiti che lo angustiano. Alberto (Funari) è un palazzinaro sbruffone, presidente del circolo, cafone e privo di senso del limite, che viene arrestato dalla Guardia di Finanza dopo aver organizzato una festa volgarissima per le nozze d’argento con la moglie al ristorante La Parolaccia. La parte che si svolge all’interno del noto locale romano è molto divertente, tra battute oscene e canzoncine triviali, tipiche della tradizione. Leo Gullotta è Gigetto, mite custode del circolo, vessato e deriso da tutti, ai cui danni viene organizzato uno scherzo feroce che prevede una finta vincita al Superenalotto. Gigetto si vendica con un finale improbabile ambientato in Polinesia. Riccardo Garrone (Fausto) interpreta un bel personaggio che vive con i ricordi di una Roma perduta, legge Il Tempo, sogna di fare il bagno nel Tevere come una volta, infine muore d’infarto per aver ballato troppo con l’amante quarantenne. Alessandro Haber (Carlo) è un socio del circolo caduto in disgrazia, che cerca di campare vendendo all’asta vecchi mobili di casa, ma non ottiene che sfottò da parte dei presunti amici, mentre la sola a sostenerlo è Michela (Grimaldi), un’attrice in cerca di gloria messa peggio di lui. Stefano Masciarelli (Walter) è un supercafone tifoso della Lazio che ha sposato una moglie con pretese intellettuali (Scattini), alla fine pentita perché si convince ad accompagnare il marito allo stadio. Paolo Conticini è un cameriere livornese che sembra fedele alla fidanzata, ma vive un’avventura inattesa con la bella modella Viki Bond (Snellenburg), spacciandosi per un ricco frequentatore del circolo. Andrea Roncato e Simona Izzo sono sottoutilizzati nell’economia del film, ma se la cavano con diligenza. Riprese tra Roma e Sabaudia con alcune scene nella Polinesia Francese; il circolo dove si svolge la storia è il Canottieri Roma, inoltre riconosciamo il ristorante La Parolaccia e il Grand Hotel Plaza. Fotografia anonima di Ennio Guarnieri, montaggio rapido di Paolo Benassi (92’ che scorrono rapidi, con i giusti incastri dei singoli episodi), colonna sonora piacevole di Manuel De Sica, sceneggiatura dei Vanzina che non perde un colpo. Il film non ha avuto alcun successo, anzi, è stato un flop totale al botteghino, soprattutto perché il personaggio interpretato da Gianfranco Funari (Alberto Cecchini) è stato reso troppo simile a Cesare Previti – cosa non voluta dagli sceneggiatori -, scatenando proteste e rimostranze politiche. Simpatici & antipatici è ricomparso su Cine 34, dopo aver scontato una lunga purga come oggetto quasi invisibile, nonostante le buone potenzialità comiche. Da vedere per una piacevole riscoperta.
Regia: Christian De Sica. Soggetto: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina. Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Christian De Sica. Fotografia: Ennio Guarnieri. Montaggio: Paolo Benassi. Musiche: Manuel De Sica. Scenografia: Maurizio Marchitelli. Produttore: Pietro Valsecchi. Produttore Esecutivo: Silvia Verdone. Case di Produzione: Medusa Film, Taodue. Distribuzione (Italia): Medusa Distribuzione. Paese di Produzione: Italia, 1998. Genere: Commedia. Durata: 92’. Interpreti: Christian De Sica (Roberto), Gianfranco Funari (Alberto Cecchini), Marco Messeri (Ugo), Cinzia Mascoli (Livia), Angelo Bernabucci (dottor Petruzzi), Leo Gullotta (Gigetto), Piero Natoli (notaio Mario Bonfanti), Alessandro Haber (Carlo Medis), Eva Grimaldi (Michela), Andrea Roncato (Andrea), Poalo Conticini (Paolo), Riccardo Garrone (Fausto), Remo Remotti (Augusto), Albert Molinari (Luca), Barbara Snellenburg (Viki Bond), Stefano Masciarelli (Walter), Beatriz Rico (Dolores), Monica Scattini (Nicoletta), Simona Izzo (Simona), Barbarella (Barbie), Carlos Alberto Valle (Rafael Muñeco), Jonis Bascir (Ettore, segretario del maestro Rafael Muñeco), Claudia Poggiani (Elena, amica di Nicoletta), Claudia Muzii (Alex), Francesca Nunzi (Marisa), Marina Perzy (Marcella), Gisella Sofio (immobiliarista).
