La notizia è giunta improvvisa, lasciando basite e profondamente addolorate le tantissime persone che lo hanno conosciuto, stimato e amato. Il 31 ottobre, alle prime luci dell’alba, intorno alle tre del mattino, il dottor Francesco Oliviero ha lasciato questo mondo terreno per intraprendere un nuovo viaggio.
Specializzato in malattie dell’apparato respiratorio e in psichiatria, Oliviero è stato molto più di un clinico tradizionale. Da oltre trent’anni aveva ampliato I suoi orizzonti di ricerca e di cura, abbracciando la medicina omeopatica e quelle discipline capaci di guardare all’essere umano nella sua totalità fisico-spirituale. Per I suoi pazienti — che nel tempo si erano trasformati in amici e sostenitori — era semplicemente Francesco.
Ridurre la sua figura a una sola definizione sarebbe riduttivo. Ho avuto il privilegio di incrociare il suo cammino trent’anni fa, e nel 2005 ha scritto la prefazione al mio primo libro.
A lui devo tanto: come medico, come punto di riferimento umano, e soprattutto come Maestro di vita e di pensiero. La sua anima era immensa e, nei suoi occhi, chiunque poteva intravedere la limpida e potente luce del suo spirito.
In questo momento di dolore, il pensiero e la vicinanza vanno alla moglie Marina — con l’augurio che possa continuare il prezioso percorso dell’amato marito — a tutta la famiglia e a quanti gli sono stati vicini, sostenendolo con coraggio e lealtà anche nel complesso e particolare periodo del 2020.
Non resta che dire grazie. Non un addio, ma semplicemente: Arrivederci, Francesco.
