Valentina e Nicole Bertani debuttano nel lungometraggio di finzione mettendo in scena un episodio della loro infanzia, in un romanzo di formazione che racconta l’incontro con la loro migliore amica e i fatti di una tragica estate del 1997. Valentina Bertani aveva già esordito nel cinema con La tenerezza delle chiome (2022), un documentario sulla disabilità cognitiva, protagonisti i gemelli Benjamin e Giosuè Israel, presenti anche in questo ultimo lavoro. Le bambine è scritto dalle due registe in collaborazione con Maria Sole Limodio, dopo aver metabolizzato un’esperienza importante della loro vita. Fondamentale il lavoro di Tatiana Lepore, come acting coach delle bambine prescelte per i tre ruoli principali, selezionate dopo aver valutato circa seicento candidature. La storia si riassume nel racconto di un’estate vissuta in un quartiere periferico di Parma, l’incontro tra due sorelle e una bambina, figlia di una madre tossicodipendente e irresponsabile. Le bambine non fa sconti a nessuno, soprattutto agli adulti, rappresenta un mondo di uomini narcisi e di donne perdute nei loro sogni, di vicine pettegole e di madri inadeguate, dove il solo a salvarsi è Carlino, personaggio adulto che merita un nome, il baby-sitter delle sorelle. “Fare questo film è stato come esorcizzare un incubo” ha detto Valentina Bertani al pubblico del Piccolo Cineclub di Follonica “perché non è stato facile trasporre in un lavoro cinematografico una parte di vita vissuta con mia sorella”. Ha aggiunto: “Avevamo da sempre l’idea di scrivere questo film, volevamo raccontare l’esatte del 1997, l’incontro con la nostra migliore amica e gli eventi che ne sono succeduti. Dovevamo farlo insieme, perché mia sorella è stata il controcampo della mia infanzia”. La difficoltà del progetto stava nel prendere il personale e farlo diventare universale, ma dopo la visione devo dire che le giovani autrici ci sono riuscite alla perfezione, grazie alla collaborazione con una sceneggiatrice meno coinvolta emotivamente e alla felice scelta del cast, perfetto per interpretare la pellicola. Le tre bambine protagoniste (Ferricelli, Scazza e Scheggia) sono bravissime, guidate a dovere in una recitazione spontanea che rende benissimo il tono della storia. Brava Clara Tramontano nei panni di Eva, madre bambina che si perde nei meandri della droga, così come è credibile Milutin Dapčević, nelle vesti di Carlino, baby-sitter gay innamorato del barista di quartiere. In alcune sequenze il tono appare grottesco, le registe non girano certo con ambizioni neorealiste, il loro è una sorta di realismo magico, vediamo intere sequenze viste dall’ottica del bambino, girate dal basso, molto efficaci, segnate da toni psichedelici. Racconto cinico di un mondo dove a salvarsi sono soltanto i bambini, che trascorrono la loro infanzia in autonomia, cercando di avere a che fare il meno possibile con il mondo degli adulti. Ralenti usato con sapienza, accadono cose solo nella mente delle bambine, il padre delle sorelle (Matteo Martari) viene rappresentato come una presenza eterea, sempre intento a fumare e ad ascoltare solo se stesso, del tutto incapace di comunicare. Tecnica di regia compiuta e adeguata alla storia, a base di riprese mai scontate e per niente banali. Scenografie fine anni Novanta perfette, dai bar con le sedie di plastica, alla tendina che apre la sala con flipper e videogiochi, per finire con i gelati Sammontana (Piedone, ghiacciolo Arcobaleno, Fiordifragola) e con una colonna sonora che si ricorda per la presenza di brani come E ti vengo a cercare, Certe notti e Maracaibo. Formato quadrato, anche per dare un tono da tempo passato. Film girato in Emilia Romagna (Ferrara, Castel Bolognese, Cotignola), con alcune riprese tra Torino, Verona e Ivrea. Prima assoluta al Festival di Locarno, dove ha avuto una menzione di merito da parte della giuria giovane. Pavone d’oro al Festival of India. Una ventata d’aria fresca per il cinema italiano.
Regia: Nicole Bertani, Valentina Bertani. Soggetto: Nicole Bertani, Valentina Bertani. Sceneggiatura: Nicole Bertani, Valentina Bertani, Maria Sole Limodio. Fotografia: Marco Bassano, Luca Costantini. Montaggio: Marcello Saurino. Musiche: Lorenzo Confetta, Roberto Vernetti, Golden Rain. Produttori: Daniele Esposito, Michela Pini, Olga Lamontanara, Philippe Gompel, Birgit Kemner, Marco Colombo, Nicola Rosada, Guillaume Marien. Genere: Drammatico. Durata: 105’. Paese di Produzione: Italia, 2025. Lingua Originale: Italiano. Interpreti: Mia Ferricelli (Linda), Agnese Scazza (Azzurra), Petra Scheggia (Marta), Clara Tramontano (Eva), Milutin Dapčević ( Carlino), Jessica Piccolo Valerani (madre), Cristina Donadio (nonna), Matteo Martari (padre), Evangelina Zhurkina (Lenka), Alessandro Gautiero (marito), Toni Pandolfo, Tatiana Lepore, Benjamin Israel, Giosuè Israel.
