“Gli infedeli”, un film a episodi che non ha neppure il pregio dell’originalità

Articolo di Gordiano Lupi

Stefano Mordini non si smentisce mai. Non ricordo un suo film che mi sia parso quanto meno interessante. E ne ho visti molti, cose come Provincia meccanica, il terribile Acciaio, Pericle il Nero, La scuola cattolica… Dovendo fare una classifica del meno riuscito metterei in prima fila Acciaio seguito dal disturbante (e dico poco) La scuola cattolica. Certo, anche per Gli infedeli un posto di primo piano andrebbe trovato, perché siamo in presenza di un film a episodi che non ha neppure il pregio dell’originalità. Mordini, Scamarcio e Bologna scrivono la sceneggiatura ricalcando il soggetto del francese Les infidèles (2012), realizzato da sette registi per analizzare il tradimento degli uomini secondo diversi punti di vista. Non ho avuto modo di apprezzare il corrispettivo transalpino, quindi non posso fare paragoni, dico solo che la storia è derivativa. Aggiungo che Mordini cita opere del passato come la commedia erotica a episodi – film inimitabili come Sessomatto di Dino Risi – lontane anni luce a livello di comicità e trovate sceniche. Nel film prodotto da Riccardo Scamarcio, l’attore si ricava un paio di ruoli ben distinti, il primo da sciupafemmine patologico, il secondo da traditore imbranato che non ne azzecca una. In pratica la maggiore originalità de Gli infedeli sta nel vedere Scamarcio mentre fa la parodia del proprio personaggio, al punto che pare davvero poco credibile nei panni di un uomo che ha dei problemi a conquistare una donna, tra l’altro non così affascinante. Il resto del film è composto da episodi di ordinaria amministrazione. Laura Chiatti interpreta una gelosa patologica, sia con Massimiliano Gallo che con Scamarcio, ma ha i suoi buoni motivi. Mastandrea e Cervi si rivelano i rispettivi tradimenti ma la cosa finisce per eccitarli e diventa una sorta di gioco erotico. Mastandrea impersona anche un depravato che riesce a fare l’amore solo nei night – attraverso orifizi aperti nel muro – e soprattutto se non vede la persona con la quale ha il rapporto. Teatro più che cinema, ma pessimo teatro. Tutto molto scadente, persino imbarazzante, con uno spreco di attori notevole, per raccontare cinque tipi di uomo (non sette come nell’originale francese) alle prese con mogli, fidanzate, amanti, successi e insuccessi, problematiche varie. Non è mai uscito al cinema, ma solo su Netflix. Se volete farvi del male lo trovate su Rai Play. Perché Rai Cinema investe su simili prodotti?

Regia: Stefano Mordini. Soggetto: Les infidèles (2012). Sceneggiatura: Filippo Bologna, Stefano Mordini, Riccardo Scamarcio. Fotografia: Luigi Martinucci. Montaggio: Massimo Fiocchi. Effetti Speciali: Rodolfo Migliari. Scenografia: Luca Merlini. Costumi: Camilla Giuliani. Trucco: Daniela Tartari, Andreina Becagli. Produttori: Riccardo Scamarcio, Nicola Giuliano, Viola Pensieri, Gennaro Formisano, Rocco Messere. Case di Produzione: HT Film, Indigo Film, Lebowski, Rai Cinema. Genere. Commedia a episodi. Durata: 88’. Paese di Produzione: Italia, 2020. Interpreti: Riccardo Scamarcio (Lorenzo), Laura Chiatti (Silvia), Valerio Mastandrea (Paolo), Valentina Cervi (Lisa), Massimiliano Gallo (Massimiliano), Alessia Giuliani (Cristina), Marina Foïs, Ascanio Balbo (Rudi), Euridice Axen, Donato Placido.

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