“Buen Camino” di Gennaro Nunziante e Checco Zalone: una vera commedia all’italiana

Articolo di Gordiano Lupi

Buen Camino di Gennaro Nunziante e Checco Zalone è vera commedia all’italiana. Luca Medici fa il salto di qualità, rinuncia a facili battute, basa tutto il contesto su una buona sceneggiatura (pur prevedibile), inserisce il tema portante di un rapporto da ricucire tra padre e figlia, infine fa cinema on the road sul Cammino di Santiago. Buon cinema italiano, finalmente, che va oltre i prevedibili incassi, meno provinciale del solito, per questo esportabile all’estero, vera commedia che assolve al compito principale: far ridere. Sesto film del personaggio Checco Zalone, per l’occasione figlio di un cavaliere del lavoro, un industriale che ha costruito la sua fortuna fondando l’impero dei divani, esportati in tutta Europa. Zalone sfrutta al massimo la ricchezza del padre, che si trova a letto gravemente ammalato, senza lavorare, anzi si vanta di non aver mai fatto niente in vita sua, ma di averlo fatto con dedizione e senza tentennamenti. La scomparsa della figlia Cristal, avuta dalla prima moglie (Colombari), adesso compagna di un intellettuale palestinese, porta Checco a intraprendere la sua ricerca sul Cammino di Santiago, finendo per ritrovare se stesso e capire in parte il senso della vita. Torna Nunziante alla regia – era mancato solo in Tolo Tolo – ed è una scelta felice perché dal punto di vista cinematografico il film mostra riprese mai scontate dei grandi spazi iberici, immortalando i momenti salienti della strada per raggiungere Santiago, fino all’Oceano Atlantico. Film girato tra la Sardegna (Costa Smeralda), Roma e la Spagna, fotografia luminosa di Kuveiller, colonna sonora straordinaria di Luca Medici (da Cielito lindo alla Marsigliese passando per La prostata infiamada), montaggio rapido curato dal regista e dallo stesso Medici. Battute che sono il sale del film, alcune molto politicamente scorrette, cito quella sul solo palestinese che ha occupato un territorio: gaza mia, altre in linea con il personaggio come quando costringe uno chef stellato a vestirsi da contadino e a infiascare vino francese in contenitori di plastica per non far capire di aver pagato la cena offerta ai pellegrini. Non racconto altre battute, molte legate al Cammino di Santiago (“non lo so, io cammino così”) che in un’occasione diventa “il cammino di Maranello, più facile e più bello”. Finale poetico, con padre e figlia che si augurano “buon cammino”, subito trasgredito nei titoli di coda che scorrono sulle note de La prostata infiamada, un motivetto comico esilarante, sia per le parole sia per la coreografia. Critici colti e militanti severi hanno parlato di “commedia urologica prostatica” (sic!), il vostro umile narratore di pellicole riferisce di aver visto una vera commedia, non la solita farsa plautina, un film che non fa sganasciare dalle risate (fa comunque ridere) solo perché gli autori puntano a un livello superiore, frequentando i territori della commedia che cerca di far pensare. Checco Zalone resta se stesso e non tradisce il suo pubblico, nonostante tutto, ma riesce – con la complicità di Nunziante – a barcamenarsi nella difficile impresa di trovare il giusto mix tra un personaggio trasgressivo e una comicità persino sofisticata che vuol trasmettere un messaggio. Il Cammino di Santiago cambia padre e figlia nel profondo, ma regista e attore riescono a far trapelare il cambiamento senza scadere nel patetico e conservando la struttura del personaggio Checco Zalone. Visto al Cinema Astra di Follonica, che dispone di un grande schermo panoramico, utile per esaltare le stupende scenografie iberiche e le riprese di un buon regista come Nunziante. Buen Camino è un film da vedere, senza pregiudizi, perché siamo di fronte a un cinema che unisce tutte le generazioni.

Regia: Gennaro Nunziante. Soggetto e Sceneggiatura: Gennaro Nunziante, Luca Medici. Fotografia: Massimiliano Kuveiller. Montaggio: Pietro Morana, Gennaro Nunziante, Luca Medici. Musica: Luca Medici, Antonio Iammarino. Scenografia: Marinella Perrotta. Costumi: Stefano Ciammitti. Produttori: Mauro Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Convito, Daniel Capos Pavoncelli. Casa di Produzione: Indiana Production. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Trucco. Dal.ia Colli. Genere: Commedia. Durata: 90’. Paese di Produzione: Italia, 2025. Lingua Originale: italiano, spagnolo. Interpreti: Luca Medici (Checco Zalone), Letizia Arnò (Cristal), Beatriz Arjona (Alma), Martina Colombari (Linda), Gianfranco Berardi (Gianni).

Related Articles