“Il fuoco della giustizia – Forsaken”, un film che riporta temi e atmosfere presenti nel vecchio cinema western italiano

Articolo di Gordiano Lupi

Jon Cassar è un regista canadese poco noto, ma dirige e sceneggia un western che non sarà il massimo dell’originalità ma ha il merito di possedere uno sviluppo narrativo molto scorrevole. Non è cosa da poco poter disporre di due ottimi attori legati nella vita da un rapporto padre – figlio come Donald e Kiefer Sutherland per interpretare identica situazione nella finzione scenica. In breve la trama. John Henry (Kiefer) è un pistolero che è stato in guerra e subito dopo si è fatto notare per alcuni duelli all’ultimo sangue. Quando torna nella città natale per recuperare il rapporto con i genitori si rende conto che la madre è morta, resta il padre (Donald), reverendo della comunità, che lo accoglie con diffidenza e rancore, ma John fa di tutto per guadagnarsi la sua stima. Il pistolero (che ha deciso di abbandonare la vecchia attività) scopre che una banda locale incute timore e uccide per appropriarsi dei terreni dei miti paesani. Mary Alice Watson (Demi Moore), primo amore che torna dal passato, è in difficoltà perché il marito potrebbe essere giustiziato dai banditi; infine il padre viene accoltellato da un componente della banda. Va da sé che John Henry sarà costretto a riconsiderare la sua idea di abbandonare le pistole. Niente di nuovo sotto il sole, siamo di fronte al solito ritorno a casa del pistolero, chiamato dalla situazione contingente a risolvere i problemi, un mix tra Keoma e l’Odissea, se vogliamo. La prima ispirazione che fa nascere un simile genere di pellicole (si veda Il ritorno di Ringo) sta nella figura di Ulisse che torna a Itaca e uccide i Proci per riprendere possesso del regno, per riabbracciare consorte e figlio. In ogni caso la sceneggiatura di Forkasen è lineare, i dialoghi asciutti, il montaggio abbastanza rapido (90’ di pellicola sono la misura giusta) e la fotografia da western canadese azzeccata. Scenografie ricostruite in esterni, con un villaggio del vecchio west molto credibile; colonna sonora adeguata e mai invasiva. La storia funziona anche per merito di due attori come Donald Sutherland (perfetto vecchio padre burbero) e Kiefer Sutherland (glaciale pistolero), senza dimenticare la sensualità di un’ultracinquantenne Demi Moore (il primo amore di John Henry). Merita una citazione Michael Wincott, il pistolero Dave Turner, gentleman Dave, a suo dire amico di John Henry e in disaccordo sul modo cruento con cui la banda risolve i problemi. Donald Sutherland lo rivedremo in uno dei suoi ultimi lavori (guidato da Paolo Virzì) nel bellissimo Ella & John, suggestivo apologo sulla vecchiaia. Il consiglio è di rivedere Il fuoco della giustizia, anche perché riporta a temi e atmosfere presenti nel vecchio cinema western italiano, ormai diventato un classico.

Regia: Jon Cassar. Soggetto e Sceneggiatura: Jon Cassar. Fotografia: Rene Ohashi. Montaggio: Susan Shipton. Musiche: Jonathan Gldsmith. Scenografia: Kathy McCoy. Titolo Originale: Forsaken. Paesi di Produzione: Canada, Francia – 2015. Genere: Western. Durata: 90’. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Donald Sutherland (reverend Clayton), Kiefer Sutherland (John Henry Clayton), Demi Moore (Mary Alice Watson), Michael Wincott (Dave Turner, gentleman Dave), Brian Cox (James), Lex Cassar (Tim Slade), Dave Trimble (Parson), Greg Ellis (Tom Watson), Aaron Poole (Frank Tillman), Christopher Rosamond (Daniel Peterson), Graeme Black (Hank Plummer), Siobhan Williams (Emily Chadwick), Chris Ippolito (Bob Waters), Landon Liboiron (Will Pickard), Wesley Morgan (Sam Hatch), Michael Therriault (Doc Miller).

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