Un film verità scritto per ripercorrere la vicenda del giornalista gallese Gareth Jones che compie un reportage nella nuova Russia di Stalin, esaltata come modernissima ed efficiente dalla propaganda rivoluzionaria, in realtà povera e in preda a una tremenda carestia che sta falcidiando la popolazione contadina, soprattutto in Ucraina. Tutto parte con un tentativo non andato a buon fine di intervistare Stalin che si trasforma in un viaggio clandestino, dopo aver parlato con la giornalista Ada Brooks, alla scoperta dei malesseri sovietici e di una società liberticida. La situazione drammatica dell’Ucraina – della quale il resto del mondo non sa niente – è il detonatore della crisi interiore di Gareth, fino al momento del suo arresto. Al ritorno in patria il giornalista non viene creduto e non trova molti quotidiani disposti a seguirlo in una crociata per far conoscere la verità, anche perché un collega nordamericano (Walter Duranty, vincitore del Pulitzer) diffonde (dietro compenso) le menzogne del regime sovietico. Le denunce di Gareth saranno fonte di ispirazione per George Orwell, che scriverà La fattoria degli animali partendo dalle considerazioni contenute negli articoli ricchi di particolari su tragedie viste e vissute. Film europeo – di produzione polacca, ucraina e britannica – caratterizzato da una solida sceneggiatura (Andrea Chalupa) e da una regia accorta dell’ebrea polacca Agnieszka Holland (che ricordiamo nell’ottimo Poeti dall’inferno con Di Caprio e Thewlis), bravissima sia nelle struggenti soggettive del protagonista – spesso ripreso in silenziosi e drammatici primi piani – sia nelle panoramiche che immortalano una gelida Ucraina. Fotografia scura e intensa di Tomasz Naumiuk, che diventa in bianco e nero in tutta la parte della scoperta della carestia per sottolineare il dramma esistenziale. Colonna sonora classica, una dolente sinfonia curata nei minimi particolari da Antoni Lazarkiewicz,; montaggio compassato di Michal Czarnecki, in due versioni, ma noi abbiamo visto la più rapida (119’). Tutta la sceneggiatura poggia sulle solide spalle di un attore preparato come il britannico James Norton, protagonista principale della vicenda, giornalista intraprendente e coraggioso. Vanessa Kirby (Avengers, Mission Impossible…) è la giornalista sovietica che vorrebbe aiutarlo ma il sistema glielo impedisce ed è già molto se riesce a imporsi sul diretto superiore per non denunciarlo. Ricordiamo Joseph Mawle nei panni di George Orwell, prima scettico sulle cose orrende perpetrate dal comunismo sovietico, poi convinto al punto di scrivere un racconto metaforico sulle distorsioni di una società dove tutti gli uomini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. Il titolo originale (Mr. Jones) rende bene la centralità del personaggio di Gareth Jones nell’economia della storia. Girato in inglese, cast britannico, parte tecnica polacca e ucraina. Presentato in concorso nella 69esima edizione del Festival di Berlino, lo avevamo perso al cinema, recuperato su Rai Movie. Disponibile su Rai Play. Uno di quei film che bisognerebbe vedere per capire molti errori di valutazione del passato.
Regia: Agnieszka Hollan. Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Chalupa. Fotografia: Tomasz Naumiuk. Mntaggio: Michal Czarnecki. Musiche: Antoni Lazarkiewicz. Distribuzione (Italia): Blue Swan. Case di Produzione: Film Produkcja, Crab Apple Films, Jones Boy Films, Film.ua, Studio Orka, Kinorob. Genere: Drammatico, Storico. Durata: 141’ (versione integrale), 119’ (cinematografica). Paesi di Produzione: Polonia, Regno Unito, Ucraina. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: Mr. Jones. Interpreti: James Norton (Gareth Jones), Vanessa Kirby (Ada Brooks), Peter Sarsgaard (Walter Duranty), Kenneth Cranham (David Lloyd George), Joseph Mawle (George Orwell).
