Pier Vittorio Tondelli: un tessitore di parole intrecciate da grazia e bellezza

Articolo di Pietro Salvatore Reina

Negli anni Ottanta l’editoria italiana riconosce subito alla struttura da «gergo giovanile» di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) un singolare timbro, illuminato da una luce particolare che lo consacra come un giovane scrittore. Un autore da porre nel giro di pochi anni nell’Olimpo dei Classici che vivono per sempre (Cfr. Pietro Salvatore Reina, «La scrittura controcorrente: Pier Vittorio Tondelli» in F. D. Tosto, La letteratura e il sacro, vol. V Narrativa e Teatro. Dagli anni Settanta del Novecento fino ai nostri giorni. Prefazione del card. G. Ravasi, intervista inedita a F. Parazzoli, BastogiLibri, Roma, 2016).

L’universo giovanile degli anni Ottanta, impregnato dai disegni del fumetto, dai primi seducenti slogan pubblicitari, dal luminoso cinema hollywoodiano, alle nuove – ad oggi arcaiche- tecnologie, ai colorati esiti tessili del giovane Enrico Coveri, emerge in tutta la sua energia e creatività nelle prose dell’enfant prodige e poi «icona della letteratura postmoderna» (G. Ferroni, Storia della letteratura italiana. Il Novecento e il nuovo millennio, Einaudi, p. 726).

Nato a Correggio, il 14 settembre 1955, mosso da un insaziabile desiderio di conoscere, toccato da una singolare grazie poetica, lettore libero e intelligente, organizzatore di cultura, scopritore di talenti – fu l’intelligente inventore della collana «Under 25»: riserva di giovanissimi scrittori, come ad esempio, Silvia Ballestra, Enrico Brizzi, Giuseppe Culicchia – paradigma e punto di riferimento per esperienze umano-narrative postmoderne per tanti scrittori ancora in erba. Nella città natale di Correggio frequenta il Liceo Classico «Rinaldo Corso» dove consegue la maturità nel 1974. Durante gli anni dell’adolescenza comincia a scrivere i primi articoli per i giornali dell’Azione Cattolica e delle ACLI. Si firma Vicky e così viene chiamato dagli amici. Dopo la maturità classica PVT si iscrive al DAMS dell’Università degli Studi di Bologna, dipartimento universitario all’epoca appena nato, dove insegnava e operano accademici come Umberto Eco e Gianni Celati.

Il primo successo editoriale, dopo una lunga e travagliata fatica, arriva con il primo romanzo, Altri libertini, edito da Feltrinelli nel 1980. Nel 1981 svolge il servizio di leva. Da questa esperienza nasce il secondo romanzo Pao Pao, pubblicato sempre da Feltrinelli nel 1982. Nel 1985 pubblica per Bompiani il terzo romanzo Rimini. Ancora per Bompiani nel 1989 pubblica il romanzo Camere separate. Verso la fine dell’estate del 1990 Pier Vittorio Tondelli è ricoverato all’ospedale della città di Reggio Emilia, affetto da AIDS. Muore a soli 36 anni il 16 dicembre 1991.

La città di Correggio, dal dicembre 1997, attraverso la nascita e l’organizzazione del «Centro di documentazione Pier Vittorio Tondelli» – una fucina e officina di cari amici ed operosi uomini e donne promotori di Cultura – gli dedica ogni anno iniziative che vogliono eternare la memoria dell’enfant prodige e «icona della letteratura postmoderna», divulgandone l’opera e favorendone lo studio anche e soprattutto presso le nuove generazioni. Dall’anno 2001, nei giorni prossimi all’anniversario della morte, viene organizzato un fine-settimana seminariale con incontri, dibattiti, mostre, che vanno sotto il nome di «Giornate Tondelliane». Ho avuto l’onore di partecipare a ben due seminari tondelliani (2017 e all’ultimo nel 2019). Infine, il comune di Correggio, vicino al centro storico, gli ha intitolato e dedicato una piccola piazza.

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