64 Salmo

Articolo di Bartolomeo Di Giovanni

Di Davide. Al maestro del coro.
2 Ascolta, Dio, la voce, del mio lamento,dal terrore del nemico preserva la mia vita./3 Proteggimi dalla congiura degli empi dal tumulto dei malvagi./4 Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare/5 per colpire di nascosto l’innocente;lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore./6 Si ostinano nel fare il male, si accordano per nascondere tranelli;dicono: «Chi li potrà vedere?»./7 Meditano iniquità, attuano le loro trame:un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso./ 8 Ma Dio li colpisce con le sue frecce: all’improvviso essi sono feriti,/9 la loro stessa lingua li farà cadere;chiunque, al vederli, scuoterà il capo./10 Allora tutti saranno presi da timore,annunzieranno le opere di Dio e capiranno ciò che egli ha fatto./11 Il giusto gioirà nel Signore riporrà in lui la sua speranza,i retti di cuore ne trarranno gloria.


Il sentimento della giustezza/giustizia è insita dentro l’uomo che talvolta è proiettato in modo distorto ed egoistico, questo è assolutamente vero. In questa sede si cerca di delineare quando l’uomo che è dentro l’alcova del dolore implora la “giusta vendetta”. In questo cieco mondo, fatto di “santi” , “profeti” “tuttologi” c’è assenza di MISERICORDIA, guerre tra la guerre, scontri ideologici che castrano il dialogo.

Quando si commette reato, si diventa tutti giudici, accusatori, ma la vittima sembra non possa permettersi di gridare il proprio dolore e la rivalsa. Capita che arrivano sulla vittima giudizi con tono di rabbuffo , perché il giudicante, “avvolto da spirito buonistico ed ecumenico” rabbrividisce davanti al dolore di chi ha subito una profonda ferita. Se non si conosce la sofferenza si diventa maestri eccelsi che spargono consigli e, una delle frasi orripilanti e più pericolose è : “Vai Avanti”. C’è una storia che, forse, potrebbe aiutare a riflettere:

“Tanti anni fa, un uomo fu tradito dalla persona che riteneva la più importante della sua vita, subì tutto ciò che di cattivo poteva esistere, dovette sopportare le calunnie, gli insulti, le derisioni, il dolore che provava era più forte della sua volontà, tale che fu costretto a vivere alcuni mesi uno stato di prostrazione che colpì anche le capacità di movimento autonomo. Un dolore che rasentava il delirio, ma nessuno se ne prese cura se non la sua mamma e la sua migliore amica, Vanna. Tutti coloro che avevano ricevuto da quest’uomo affetto, amicizia, iniziarono a biasimarlo, oltre al danno la beffa del biasimo. Non ne poteva più, era arrivato ad un punto limite di sopportazione. Un giorno, mentre cercava di sfogarsi con un tizio che credeva amico gli fu detto: Sei perfido, vuoi ad ogni costo giustizia, accetta tutto il Karma che stai vivendo, non puoi pretendere che chi ti ha ferito conosca per altre mani ciò che ha inflitto a te. Subendo l’ennesima delusione, senza proferire parole, chiuse il telefono e non volle più sentirlo. E passò il tempo, pian piano Giovanni, iniziò a conquistare quello spazio di vita estromessogli, infatti più volte implorava la morte. Più il tempo passava, e più la sua vita iniziava a sorgere, a vedere altre strade… E tutte quelle persone? Ogni causa ha un effetto, molti si ritrovarono a vivere la sua stessa situazione, ma lui non gioiva, alzava gli occhi al cielo e ringraziava Dio, perché non lo aveva abbandonato. Qualcuno osò porgli le dovute scuse, ma ormai nel suo cuore non c’era più spazio per tutti quelli che in un momento delicato dovevano stargli vicino si vestirono da giudici. Oggi quell’uomo ha cambiato vita, ha ricevuto tutto il necessario per vivere. Molto tempo dopo conobbe una persona e volle offrire una opportunità al sentimento della amicizia, ma…come al solito, si ritrovò davanti un maestro, che non molto dopo, visse la sua stessa esperienza, e li notò con stupore che si ritrovò ad essere di conforto a colui che non scarseggiava di maestria nel formulare frasi esortative. Un giorno notò , durante una chiacchierata, che il maestro era tornato al vecchio registro, eh si, aveva avuto anche lui la agognata giustizia dimenticando quali parole avesse mosso nei confronti di chi gli aveva procurato un anno di dispiaceri”.

Cosa è possibile apprendere da questa storia, credo sia l’esempio tangibile del Salmo, dopo tanto dolore la fiducia in sé ma soprattutto nella forza stessa della vita, le sue lacrime diventarono acqua feconda. Bisogna smetterla di essere maestri della vita degli altri, perché ogni essere, quando viene ferito, esige giustizia, esige che la vita non passi sopra al dolore. Non bisogna dimenticare ogni esperienza che è causa di sofferenza, perché si rischia di ricadere nel vocabolario dei biasimanti, si giudica il giudice biblico, perché, inconsciamente crediamo che ogni azione ricada all’emittente, si ha paura di un Dio che potrebbe giudicare. Però quando accade un reato di cui ascoltiamo la dinamica dai media, tutti pronti ad esigere l’intervento delle forze dell’ordine e delle autorità della giustizia, e , se accade all’amico , diventiamo indifferenti, diventiamo insensibili alla richiesta di aiuto. L’uomo è distonico, pensa al proprio giardino, pensa che la vita giri intorno al suo “IO” smisurato, gli uomini che non sanno piegarsi non conoscono la bellezza di rialzarsi, di risorgere e rivedere la natura con gli occhi dell’anima filtrata da ogni velo illusorio. Non siamo eterni, viviamo il tempo che dobbiamo vivere, e allora lasciamo al mondo, alla natura, ad ogni singolo respiro, un ricordo che danza con l’amore. Cosa vuole dirci la preghiera del salterio? Molti sono gli uomini colpiti, spesso senza alcuna ragione, sottraiamoci dal giudizio e con sentimento povero, umile, abbracciamo questo cammino che non è, e non potrebbe essere sempre lineare. Il buonismo è una gabbia di manipolazione che esiste da sempre, bisogna essere severi con sé stessi, che non significa essere privi di amore, ma è necessario che l’altro si abitui a capire che non è possibile decidere della vita degli altri, cosi come noi non sempre decidiamo per noi stessi, vivere è saper custodire il villaggio che ci è stato affidato. La Chiosa del Salmo esprime il concetto che ad ogni azione segue una reazione, da questa legge non possiamo esimerci.

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