“Naza”, un film che vuole far capire al mondo quanto sia sbagliato continuare a generare odio e guerra tra popoli

Articolo di Gordiano Lupi

Yuval Abraham e Rachel Szor sono tra gli autori di No other land, un film realizzato da un collettivo israeliano-palestinese vincitore del Premio Oscar che afferma la volontà dei palestinesi che vivono in Cisgiordania di abitare nella loro terra. Nessun altro luogo è patria, affermano i registi. Naza prosegue nella stessa direzione: far capire al mondo quanto sia sbagliato continuare a generare odio e guerra tra popoli, reagendo in maniera eccessiva – con un vero e proprio genocidio – a un’infame aggressione terroristica. I registi sono autori in senso pieno, curano fotografia e montaggio, scrivono il film e organizzano le interviste, che sono il cuore della pellicola. Tutto girato di notte, sopra i tetti di Tel Aviv, come scenario la vita quotidiana degli israeliani che filtra dalle finestre aperte; davanti ai microfoni persone che pretendono l’anonimato per timore delle conseguenze e raccontano i sistemi di pianificazione degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Alla base dei racconti ci sono le inchieste giornalistiche di The Guardian – il film sarà visibile gratuitamente sul loro sito a partire da novembre – + 972 Magazine e Local Call. I registi raccolgono le dichiarazioni di 24 ufficiali (alterando voci e camuffando volti) su quanto accaduto a Gaza, soprattutto sul numero di morti (oltre settantamila) e su quanti di questi decessi siano da considerare “danni collaterali” – significato dell’acronimo Naza – per uccidere i veri terroristi. Lo spettatore scopre che agli israeliani non importa niente se in un palazzo vivono donne e bambini, se c’è da eliminare un terrorista di Hamas vengono considerati danni collaterali anche la morte di venti innocenti. Non è questa la versione che viene accreditata dalle televisioni di tutto il mondo, dove si parla di droni intelligenti e di bombe che vanno a cercare solo le vittime prescelte. In realtà quella che il governo israeliano ha messo in atto è la programmatica distruzione di Gaza per spingere i palestinesi sempre più verso la zona Sud, una volta che non ci saranno le condizioni per vivere nella loro terra. Molti intervistati rispondono affermativamente alla domanda sul genocidio, ma dicono che non possono farci niente perché sono militari che devono obbedire agli ordini. Il paragone con i nazisti di Hitler viene spontaneo e i registi lo fanno in modo metaforico quando mostrano immagini che ricordano l’Olocausto e alcune sequenze di commemorazione cittadina. Da un punto di vista cinematografia il film è dotato di una fotografia molto scura (notturna), di un montaggio compassato (80 minuti necessari) e di una regia abbastanza semplice, a base di primi piani, campi e controcampi, brevi panoramiche, il tutto voluto per mettere in primo piano il racconto sconvolgente degli intervistati. Importante la ripetitività delle situazioni inquadrate che sta a significare come la vita proceda senza intoppi nei soliti riti quotidiani. Soltanto alla fine vediamo immagini di un massacro, un palazzo distrutto e la ripresa in primo piano dei corpi martoriati di bambini rimasti sotto le macerie. Gli intervistati ci hanno già detto tutto, si tratta di Naza, corpi che non hanno alcun significato, “danni collaterali” alla realizzazione di un obiettivo. Premio Speciale della Giuria a Venezia, il film ha scatenato una reazione incredibile da parte del governo israeliano – ormai una parvenza di democrazia – con richiesta di revoca della cittadinanza per i registi e minacce se faranno ritorno in patria. Assolutamente da vedere. In provincia è stato possibile grazie al Cinema Astra di Follonica, sensibile a certe tematiche.

Regia, Fotografia, Montaggio, Soggetto, Sceneggiatura: Yuval Abraham, Rachel Szor. Lingua Originale: Ebraico, Inglese. Paese di Produzione: Regno Unito, 2026. Durata: 80’. Genere: Documentario. Produttore: James Wilson. Produttore Esecutivo: Jonathan Glazer. Casa di Produzione: The Guardian, JW Films, Placeholder Films, Unseen Hand. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures.

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