Un gran bel film che un calciatore tutto cuore e passione come Igor Protti meritava, soprattutto in un periodo delicato della sua parabola umana che lo vede costretto a lottare ancora, come un gladiatore. Visto in provincia grazie al Cinema Sefi di Venturina – comune di Campiglia Marittima, provincia di Livorno – dotato di un attivo club di sostenitori di quel miracoloso Livorno che dalla serie C raggiunse in pochi anni la serie A, grazie alle reti di un campione. Igor. L’eroe romantico del calcio è un film che si gusta come un rigeneratore tuffo nel passato, amare il calcio aiuta a capirlo meglio e facilita la commozione, ma non è fondamentale, come non è basilare essere stati sostenitori del Livorno o del Bari – per tacere di Messina, Lazio e Napoli – società per le quali l’estroso attaccante ha segnato molte reti. Luca Dal Canto – con la collaborazione di Alberto Battocchi e Anita Galvano – scrive e dirige una storia struggente e malinconica, impaginando a dovere filmati d’epoca (tratti da Novantesimo Minuto ma anche da Tele Granducato e altre emittenti locali), interviste, testimonianze di chi ha vissuto quei giorni eroici, alternati ai ricordi del campione. Vediamo Protti passeggiare per i vicoli di Bari vecchia e Messina, vagare per Spaccanapoli, immergersi nella sua Livorno, accarezzare il lungomare di Rimini, sempre abbracciato dalla sua gente, uno di loro per tutta la vita, anche dopo molti anni. Gli autori raccontano la vita di Igor, dai primi passi nei ragazzi del Rimini, accompagnato da un padre severo e inflessibile, un vero educatore, descrivendo un carattere deciso, volto a dare sempre il massimo, a fare il suo dovere fino in fondo con attaccamento alla maglia. La storia di Protti s’intreccia con le vicende del Livorno, squadra del cuore con la quale comincia ad affacciarsi al calcio e tra le cui fila termina una carriera densa di soddisfazioni, tornando con prepotenza in serie A. Questo film non è solo il racconto di un atleta che ha vinto la classifica dei cannonieri di ogni categoria professionistica – con il Bari addirittura nella stagione di un’infausta retrocessione -, ma è la narrazione partecipe delle gesta di un eroe romantico, non sempre vincitore, ma intriso di coraggio e d’amore per la maglia che indossa. E poi c’è il calcio vero, quello che abbiamo vissuto e rimpiangiamo, quello delle domeniche allo stadio con il panino tra le mani, famiglie riunite, padre e figlio per mano, anche in curva, a fremere per i proprio colori – dalla serie A alla Terza Categoria – tutti in campo alle 14 e 30. Un calcio che i giovani di oggi faticano a capire, proprio come noi siamo refrattari ad appassionarci ancora a quel che è diventato il nostro sport preferito. Ci sono le interviste a calciatori uomini che dicono cose sensate invece di riempirsi la bocca di sciocchezze intrise di luoghi comuni. Lo spettatore – che al tempo era in campo a giocare o sugli spalti a vedere i suoi beniamini – rivive i commenti di telecronisti passionari, le sfide Pisa-Livorno,
l’eccesso d’amore di Protti per una maglia che lo porta a subire lunghe squalifiche, i campionati come momenti di una comunità in festa. Era un altro calcio. Erano altri uomini. Era uno sport che sono felice di aver vissuto in prima persona, calcando i campi delle serie minori della provincia italiana. Igor Protti incarna l’ideale romantico del campione – eroe omerico e protagonista di un romanzo ottocentesco – che da giovane fa una promessa alla sua Livorno, quindi torna a finire la carriera nella sua cittadina di mare per farla diventare grande. Favole impossibili, al giorno d’oggi, ma che Protti ha reso credibili, addirittura leggendarie. Bravo Igor. Bravi Dal Canto, Battocchi e Galvano che ci avete fatto rivivere un periodo splendido della nostra vita. Fotografia intensa di Tommaso Melani tra mare e vicoli cittadini; regia accorta basata su una sceneggiatura che comincia da una Rimini di riviera e termina (tra Amarcord e Nuovo Cinema Paradiso) nella stessa cittadina romantica, con andamento circolare molto proustiano; colonna sonora originale di Carlo Bosco, ricordiamo una straordinaria canzone sui titoli di coda (I missed you), scritta e interpretata da Aether. Il montaggio di Luca Dal Canto fa parte integrale della regia, perché conferisce ritmo a un film che alterna a dovere gol segnati dal campione, interviste e momenti di puro cinema della nostalgia. Dovete proprio vederlo!
Regia: Luca Dal Canto. Soggetto e Sceneggiatura: Luca Dal Canto, Alberto Battocchi, Anita Galvano. Fotografia: Tommaso Melani. Montaggio: Luca Dal Canto. Musica: Carlo Bosco. Suono: Alberto Battocchi. Produttori: Luca Dal Canto, Alberto Battocchi. Casa di Produzione: Brendenkeik Associazione Culturale. Distribuzione (Italia): Piano B Distribuzione. Interpreti: Igor Protti, Giorgio Chiellini, Cristiano Lucarelli, Walter Mazzarri, Sandro Tovalieri, Fabio Galante, Luca Salvetti, Michele Salomone, Enzo Tamborra, Eugenio Fascetti, Lenny Bottai. Genere: Documentario, Biografico. Durata: 101’. Paese di Produzione: Italia, 2026.
