Nella notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226 moriva Francesco, il Poverello di Assisi. La voce popolare lo aveva acclamato Santo già da vivo, e Papa Gregorio IX – l’amico e protettore dei Francescani, Ugolino da Segni – tale lo riconobbe a meno di due anni dal Beato Transito. Nella ricorrenza dell’Ottocentenario, Archeoclub “Area Integrata dello Stretto” programma un ciclo di eventi per celebrare questa straordinaria figura, cara non solo ai Cattolici, ma ai Cristiani di ogni confessione, persino a non credenti: appassionato del Vangelo, infiammato d’amore per il Creato e le creature, Francesco da ricco volle farsi povero, da superbo umile, da grande piccolo, consumandosi nell’imitazione di “Cristo povero e crocifisso”. Agli occhi dei contemporanei, e poi per sempre, fu l’alter Christus, modello perfetto (e irraggiungibile) di vita evangelica: testimone di una morale cattolica rigorosa, antiquata in certo senso, eppure ‘moderna’, ossia libera da pregiudizi di genere e ‘razza’, in un’epoca funestata da guerre di religione – le crociate in Terra Santa, la sanguinosa persecuzione degli Albigesi – fu guida amorevole ai frati (i Minori), alle sore (le Clarisse), ai laici (i Terziari), che ciascuno nel proprio stato né abbracciarono la forma vitae. Padre Serafico, con la forza della carità e della fedeltà assoluta a Cristo, seppe davvero “riparare la Chiesa cadente” in ossequio al comando che il Signore prodigiosamente gli aveva dato all’inizio del cammino. La sua biografia, gelosamente custodita dai compagni e da subito fissata ‘su carta’ da dotti del suo Ordine – Tommaso da Celano, San Bonaventura – unisce vero e immaginario, simbolico e reale, possibile e miracoloso, in una leggenda che incantò e incanta poveri e ricchi, indotti e dotti, giovani uomini e giovani donne d’ogni condizione. Ancor vivente, Francesco vide con apprensione e gioia crescere rigoglioso l’albero dei Frati Minori, nuovi apostoli da lui inviati in ogni dove in Europa – da Italia e Francia, suoi primi ‘giardini’, a Germania, Ungheria – e fuori Europa – in Nordafrica, in Medioriente; e non meno rigoglioso vide crescere l’albero della sua pianticella diletta, Santa Chiara: secondo l’esempio del Padre e Frate Francesco, a Cristo ella chiese rifugio dal mondo e insieme il “privilegio della Povertà”, presto seguita da numerose sorelle (e, di nuovo, non solo in Italia). Nel ciclo di Archeoclub, che si concluderà in ottobre con un concerto d’organo del maestro p. Giovanni Lombardo, si ricorderà Francesco ‘riparatore’ della Chiesa, Francesco Padre dei Minori e delle Povere Dame, del Terz’Ordine laico, Francesco figlio della Matre Terra e fratello di ogni creatura, Francesco poeta e ispiratore di poeti e artisti. Alcuni appuntamenti saranno dedicati ad altre figure eccezionali che di Francesco raccolsero l’eredità – Santa Chiara, S. Antonio da Padova; alcuni altri ai segni monumentali – il tempio di San Francesco all’Immacolata, i conventi e le Biblioteche dei Cappuccini – nel corso dei secoli impressi dal Francescanesimo nella cultura messinese; né mancherà attenzione allo sfondo storico-sociale e alle interazioni con il potere. Il programma, che Archeoclub dello Stretto auspica gradito al pubblico, si propone insomma di offrire un contributo vario e valido, per altro onorato da prestigiosi patrocini – l’Autorità del Sistema Portuale dello Stretto, la Città Metropolitana, la Curia Arcivescovile, il DICAM, la Sovrintendenza ai BB. CC. AA. di Messina, UCSI Sicilia – e reso possibile da un gruppo ben qualificato di relatori. Sarà illustrato nei dettagli dalla dott.ssa Rosanna Trovato, presidente di Archeoclub dello Stretto il 4 marzo p. v. (h. 17), nella suggestiva location della Chiesa dei Catalani. A seguire il primo degli incontri: Francesco e il Francescanesimo in Oltralpe e in Oltremare, illustrato nelle relazioni del prof. Luciano Catalioto (DICAM), del dott. Giovanni Di Bella (DICAM), di fra Arturo Milici (OFM). I lavori saranno introdotti dalle riflessioni di S. E. Cesare Di Pietro, vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi, e saranno moderati dal delegato arcivescovile alla Basilica Cattedrale, mons. Roberto Romeo.
L’Archeoclub “Area integrata dello Stretto” celebra l’ottocentenario del Santo Poverello
Domenico Interdonato
Domenico Interdonato, nato a Messina il 3 novembre 1959 - si è dedicato al giornalismo per passione, un giornalismo tecnico, essenziale, con una particolare attenzione verso il sociale e alla valorizzazione della storia e della cultura siciliana in Italia e nel mondo. Collabora con varie testate nazionali, internazionali e uffici stampa, cultore di storia patria ha pubblicato tre monografie. L’ultimo volume “Il Valore del Ricordo Capitano Umberto Masotto”, pubblicato a settembre 2022 è stato presentato 35 volte su tutto il territorio nazionale ed è ancora in corso di presentazione, con incontri e appuntamenti culturali. Da giornalista con le stellette, ha partecipato fino al 2014 con la Brigata “Aosta” grande unità dell’Esercito con sede a Messina, a missioni - Nato in Kosovo e Afghanistan, Onu in Libano. Oltremare, ha operato nell'Ufficio Stampa del Comando Internazionale di Herat in Afghanistan, mentre nelle tre missioni in Kosovo, ha operato nell'Ufficio Stampa del Comando Internazionale e nella redazione di "Radio West". Durante la sua attività di servizio si è potuto fregiare di 12 decorazioni al merito. · Giornalista pubblicista tessera n. 104873 – Ordine dei giornalisti di Sicilia; · Vicepresidente nazionale dei giornalisti e comunicatori cattolici UCSI - gen. 2026; · Presidente emerito dei giornalisti Cattolici - UCSI Sezione Sicilia gen. 2016 – ott. 2025; · Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; · Laurea in Scienze Organizzative e Gestionali Università della Tuscia di Viterbo; · Master in "Giornalismo Internazionale" IGS Institute for Global Studies di Roma; · Medaglia Mauriziana al merito per dieci lustri di carriera militare; · Direttore del periodico “Artemisa” - Pro Loco di Castroreale Messina; · “Ehrenkreuz” Croce d’Onore, concessa dalla Croce Nera d’Austria – Vienna, nov. 2017; · Premio giornalistico “Pro Bono Veritatis” - XV edizione – Messina, dic. 2018; · Premio giornalistico “Salvo Nibali” - V edizione - città di Tremestieri Etneo CT, gen. 2019; · Cittadinanza Onoraria concessa dal Comune di Linguaglossa Etna Nord, apr. 2022; • Premio “Antonello da Messina” Targa speciale – Roma, apr. 2023; • “Grosse Ehrenkreuz” Grande Croce d’Onore, concessa dalla Croce Nera d’Austria, ott. 2023; · Premio Letterario Internazionale “N. Giordano Bruno” XXXI Edizione Messina, apr. 2024; · Direttore del periodico Tradizioni e Cultura Etnea “Il giornale delle Montagne Siciliane”; · Premio Internazionale “Antonio De Ferraris” 2024 Categoria giornalismo, Milano - ott. 2024; · Premio Internazionale “Nassiriya per la Pace” 2024 – Marina di Camerota SA, nov. 2024; · XXXVIII Premio Internazionale “Colapesce” 2024 – Messina, gen. 2025; · Premio “Pro Bono Veritatis” - XXIII edizione – Messina, ott. 2025; · Presta la sua opera di giornalista, in alcune associazioni e comitati di volontariato.
