Anton Giulio Majano (Chieti, 1912 – Milano, 1994) è stato soprattutto un regista e sceneggiatore di serie televisive – si chiamavano sceneggiati! – tratte da romanzi popolari, ma si ricorda anche per una dozzina di pellicole di buona fattura, alcune legate al periodo del neorealismo rosa. Tra le migliori senza dubbio La domenica della buona gente, che in una cornice calcistica – il derby del sud Roma-Napoli, disputato nella capitale – intreccia tre storie di vita quotidiana, in parte collegate, unite dal flebile collante della passione calcistica. Pieri (Palermini), un ex portiere della Roma di successo, ormai una vecchia gloria, deve subire il disprezzo della moglie per essere caduto in basso e non aver più trovato un lavoro dignitoso. Per fortuna ha l’affetto della figlia che impedisce la separazione, dopo che lui ha perso la speranza che il Napoli possa assumerlo come preparatore della squadra giovanile, per via della sconfitta contro la Roma. Un pensionato che lavora come sceneggiatore cinematografico e ama giocare a bocce (Romano) crede di aver fatto 13 al Totocalcio, ma quando si rende conto che è soltanto 12 e ha vinto 4 milioni si lascia andare a una sfuriata, anche se poco prima aveva detto d’essere un tipo modesto e di accontentarsi per vivere di trecentomila lire. Giulio (Salvatori) e Sandra (Fiore) sono fidanzati, lui è disoccupato e la ragazza vorrebbe fargli conoscere le zio che potrebbe assumerlo, ma il ragazzo preferisce la partita, dove incontra la bella vedova Ines (Loren) e la consola per il figlio che porta in grembo e un amante che non la vuole incontrare (Sanipoli). Inevitabile la lite finale – con rappacificazione da innamorati anni Cinquanta – tra Giulio e Sandra, ma il ragazzo ha evitato che Ines commettesse una follia, incontrando l’amante, perché ha tolto la pistola dalla borsetta. La partita Roma-Napoli finisce 5 a 2, si gioca al famoso Stadio Nazionale, nei pressi di Villa Flaminia, utilizzato dai giallorossi dopo il Testaccio e prima del definitivo passaggio all’Olimpico. Il soggetto del film è tratto dal radiodramma Rai scritto da Giandomenico Giagni e Vasco Pratolini (niente meno!), che lo sceneggiano insieme ad Anton Giulio Majano e Massimo Mida. La fotografia di Tino Santoni è resa in un nitido bianco e nero, il montaggio serrato di Gabriele Varriale confeziona 95’ di commedia dolceamara tipica del neorealismo rosa. La regia di Anton Giulio Majano è accorta, senza evoluzioni particolari, ma la direzione di attori e la gestione delle numerose comparse (specie allo stadio) è magistrale. La voce fuori campo spesso risulta fastidiosa per un eccesso di retorica, ma è figlia dei tempi, sia quando descrive il gioco del calcio come rito collettivo, sia quando conclude in modo benevolo sull’amore tra i due giovani. Non mancano le convenzioni del genere che prevedono i poveri giovani e belli, persino spensierati nonostante la miseria, il calcio viene presentato come panacea di tutti i mali e sfogo per le frustrazioni della vita, infine assistiamo a una sana domenica di sport vissuta tra fazioni rivali con il giusto spirito perduto. Da notare che nel radiodramma la partita era Roma-Lucchese, inoltre Ines non era di Salerno ma di Grosseto, piccolezze superate da un film piacevole che sfrutta immagini di una vera partita inserite in un contesto di tifoseria ricreato negli studi Titanus. Tra i tifosi del Napoli riconosciamo Gigi Reder e Nino Vingelli, tra gli amici di Giulio c’è Nino Manfredi, che doppia Renato Salvatori. Tra gli attori principali una bellissima Sophia Loren nel ruolo dell’amante ripudiata in cerca di vendetta, il bravo Renato Salvatori come fidanzato vagabondo ma in definitiva buono, Carlo Romano pensionato prima illuso e poi tradito dal Totocalcio. Turi Pandolfini è un comico prete partenopeo che viene deriso da tutti perché il Napoli perde a Roma. Nando Martellini è il radiocronista nella parte di se stesso, non dimentichiamo Memmo Carotenuto (Amleto) e la televisiva Ave Ninchi, donna di casa, madre di Sandra. Colonna sonora di Nino Rota. Produce Trionfalcine di Adessi e Rossini. Girato negli studi Titanus della Farnesina, a Roma, nell’estate del 1952, quando la Roma era appena tornata in serie A dopo aver vinto il campionato di B. Una battuta è dedicata a uno sfottò rivolto ai napoletani: “Quest’anno tocca a voi andare in B!”. Oltre cento milioni d’incasso per un film che resta tra i migliori del cinema italiano con ambientazione calcistica, un genere non facile da portare al cinema. Un film che si rivede con piacere a distanza di molti anni e che conserva ritmo e tensione narrativa. Consigliato il recupero e la visione.
Regia: Anton Giulio Majano. Soggetto: Giandomenico Giagni, Vasco Pratolini. Sceneggiatura: Anton Giulio Majano, Giandomenico Giagni, Vasco Pratolini, Massimo Mida. Fotografia (B/N): Tino Santoni. Montaggio: Gabriele Varriale. Musiche: Nino Rota. Scenografia: Peppino Piccolo. Produttori: Giovanni Adessi, Gilberto Rossini. Casa di Produzione: Trionfalcine. Distribuzione (Italia): Siden Film. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 1953. Durata: 95’. Interpreti:Maria Fiore (Sandra), Sophia Loren (Ines), Renato Salvatori (Giulio), Vittorio Sanipoli (Conti), Vittorio Stagni (Giorgio), Ave Ninchi (Elvira), Alberto Talegalli (Clemente), Carlo Romano (Malesci), Mariolina Bovio (Marisa), Memmo Carotenuto (Amleto), Nino Vingelli (Nino), Nino Mnafredi (Lello), Nino Milano (capo tifoso), Turi Pandolfini (parroco), Piero Palermini (Pieri), Gisella Monaldi (Gisella), Alfredo Martinelli (Valli), Laura Tiberti (Maria), Eduardo Passarelli (portinaio), Nando Martellini (radiocronista), Massimo Turci (ragazzo allo stadio), Riccardo Cucciolla (Cesco), Fiorenzo Fiorentini, Bice Valori, Rina Franchetti, Carlo Giuffré, Antonio Amendola, Giulio Battiferri, Nino Randa, Michele Sakara, Angelo NIcotra, Giancarlo Nicotra, Antonio Acqua, Vittorina Benvenuti, John Stacy.
