L’Archeologia del Senso e l’Incontro con l’Altro: la poetica di Jonny Souto Rodríguez tra ermeneutica, lingua e disvelamento

Articolo di Bartolomeo Di Giovanni

Le opere di Jonny Souto Rodríguez rappresentano un punto d’incontro tra un presente contemporaneo, fatto di assecondamenti emotivi, e una chiave intesa come reperto archeologico che permette l’accesso al mistero poetico. La poesia è come Demetra, che prepara la terra per seminare parole e ritrovarle nell’esteso maggese dell’opera; diventa così possibile raccogliere il senso della memoria storica, l’intenzionalità del presente attivo — alla ricerca delle intrecciate radici del sottosuolo — e l’armonia del passato e del presente. Tuttavia, da autore colto e attento custode della parola, Souto non esclude l’ombra di sé stesso, che s’intravede tra le maglie dell’intessitura di prosa e poesia.

L’autore riesce a far scorrere la terminologia della lingua siciliana dentro le vene di quella italiana, entrambe diramazioni vitali dell’arteria del latino. La scuola poetica contemporanea della Sicilia trova in Rodriguez la sua massima espressione: egli è da considerarsi il pioniere di due realtà linguistiche confluite nella sua penna dal finissimo inchiostro. Il suo corpus poetico è costantemente sottoposto a radiografie glottologiche e all’osservazione diagnostica della critica, volte a rilevarne sia i limiti sia le evoluzioni fonetico-grammaticali.

La perimetria delle sue tematiche si sviluppa in una prosa che nasce dall’Io storico per approdare al Sé poetico, epuratore di stigmi fuorvianti: una capacità transita dalla forma all’essenza. Risalendo indietro nel tempo, il filosofo Jacques Derrida intese la poesia non come un semplice genere letterario, ma come l’esperienza estrema del linguaggio, ovvero il luogo in cui la scrittura resiste alla riduzione a puro significato e mostra la fragilità del senso. Di conseguenza, l’esperienza poetica è un movimento riducibile all’Altro inteso come entità esterna a noi, bensì come un’esperienza linguisticamente estrema, vissuta e approfondita finché l’Altro — sia esso una persona o un elemento della natura — diventa, poeticamente, la forza stessa della Poesia.

La missione di Souto Rodriguez si configura come una ricerca della verità che si manifesta attraverso la filosofia del disvelamento, superando e rielaborando il classico principio scolastico della Veritas est adaequatio rei et intellectus. La poesia non è mai una rigida posizione filosofica, bensì il pretesto fecondo per un’ermeneutica fenomenologica. Una volta fuse queste due realtà, ciò che è interiore si ritrova nell’esteriore, poiché la realtà è Unica pur mostrando diversi volti; il gioco poetico riesce a percepirne le assonanze e spetterà alla filosofia predisporre l’unione di tali manifestazioni in una sola Verità assoluta.

Qual è questa verità?

«L’Amore dietro ogni cosa.»

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