Clint Eastwood torna al poliziesco, genere che in fondo ama, per raccontare una storia di legami e rapporti umani, in certi casi positivi, in altri malati, partendo dal romanzo di Michael Connelly incentrato sulla sfida tra un serial killer e un vecchio poliziotto. Terry McCaleb (Eastwood) è un agente FBI da tempo ossessionato da un omicida seriale che dopo aver colpito gli dedica messaggi firmati con un codice. Un infarto sembra fermare il poliziotto, costretto alla pensione dopo un provvidenziale trapianto di cuore, ma l’uomo torna a mettersi in gioco quando scopre che vive grazie a un organo che apparteneva a una donna uccisa dal killer. Le cose si complicano sempre di più, uno strano amico prende in affitto un posto barca vicino a quello di Terry, la sorella della vittima s’innamora del poliziotto e un bambino (il figlio della donna che ha donato il cuore) diventa una sorta di figlio. Debito di sangue (titolo originale Blood Work) è un giallo con finale a sorpresa, quindi non vado oltre con la trama, mi limito a dire che le scene di azione sono ben fatte e gli accadimenti inattesi sono molti, tutti legati alla sfida lanciata dal serial killer dei codici (un bravissimo Jeff Daniels) al nostro agente FBI in pensione. Sullo sfondo delle scene d’azione la divertente rivalità tra Terry e un poliziotto messicano pasticcione che non sopporta di trovare ancora sulla sua strada l’anziano investigatore. La critica non ama molto questo film, persino il pubblico non l’ha accolto benissimo, in definitiva è stato un vero e proprio flop, incassando molto meno di quanto investito per la produzione. Clint Eastwood produttore non è certo soddisfatto del risultato economico di un lavoro voluto fortemente come regista. Non è un film d’autore, la mano del regista si sente molto meno rispetto a quella degli sceneggiatori (Connelly ed Helgeland), forse il fatto di tornare a girare un film deliberatamente di genere ha giocato un brutto scherzo al regista. Resta il fatto che la sua interpretazione è molto buona e che il film si vede ancora oggi con piacere quando passa sulle reti televisive. Al di là del giallo con venature thriller ci sono i legami umani – sentimentali e perversi – che fanno la differenza, sia l’amore che nasce tra il poliziotto e la sorella di chi ha donato il cuore, sia la sfida a livello personale tra un folle serial killer e un agente in pensione. Regista e sceneggiatori riescono – grazie ad azzeccati escamotage narrativi – a rendere ogni situazione credibile e coinvolgente per lo spettatore. Sceneggiatura oliata alla perfezione (Helgeland), montaggio serrato (film contenuto da Cox in 110’), colonna sonora suadente (Niehaus), effetti speciali a base di inseguimenti e incidenti spettacolari (Riley e Owens), fotografia nitida e chiara (Stern) di una Los Angeles metropolitana. Un film che gode dei giusti tempi narrativi e che intriga lo spettatore, sia per la storia poliziesca sia per il racconto quotidiano, sempre molto ben articolato.
Rivisto sul piccolo schermo, ciclo Il metodo Eastwood, in programmazione ogni venerdì sul canale satellitare Iris.
Regia: Clint Eastwood. Soggetto: Michael Connelly (libro). Sceneggiatura: Brian Helgeland. Fotografia: Tom Stern. Montaggio: Joel Cox. Effetti Speciali: Steve Riley, Michael Owens. Musiche: Lennie Nieahus. Scenografia: Henry Bumstead, Jack G. Taylor Jr., Richard C. Goddard. Costumi: Deborah Hopper. Trucco: Francisco X. Pérez, Tania McComas. Produttore: Clint Eastwood. Produttore Esecutivo: Robert Lorenz. Case di Produzione: Warner Bros. Pictures, Malpaso Productions. Titolo Originale: Blood Work. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2002. Durata: 110’. Genere: Thriller. Interpreti: Clint Eastwood (Terry McCaleb), Jeff Daniels (Jasper Buddy Noone), Wanda De Jesus (Graciella Rivers), Anjelica Huston (dr.ssa Bonnie Fox), Tina Lifford (det. Jaye Winston), Dylan Walsh (det. John Waller), Paul Rodriguez (det. Ronaldo Arrango), Mason Lucero (Raymond Torres), Gerry Becker (mr. Tolliver), Rick Hoffman (James Lockridge), Alix Koromzay (mrs. Cordell), Igor’ Žižikin (Mikhail Bolotov), Maria Quiban (Gloria Torres).
