“Tutto in un giorno”, il neorealismo urbano di Juan Diego Botto

Articolo di Gordiano Lupi

Juan Diego Botto è un Ken Loach argentino (naturalizzato spagnolo) perché lo stile di regia e i temi sociali che affronta ricordano molto da vicino il racconto per immagini del grande regista britannico. Molto più attore che regista, in questo film che segna il suo debutto dietro la macchina da presa, decide di confrontarsi con i problemi del vivere quotidiano in una grande città come Madrid, indagando il mondo degli sfratti abitativi. Molto efficace il titolo originale – En los márgenes – perché il regista affronta una realtà marginale, di periferia, cercando di raccontare con pietas umana le storie di alcuni reietti che hanno perso quasi tutto nella vita. Rende bene l’idea anche la scelta italiana – Tutto in un giorno -, perché le cose accadono (e vengono riprese con tecnica neorealista) durante una giornata di Rafa (Luis Tosar), alle prese con i problemi familiari che non combaciano con la sua attività di avvocato in difesa dei diritti degli oppressi. Altre storie vengono collegate alla giornata di Rafa, dalla cassiera Azucena (Penelope Cruz) – in crisi con il marito e in attesa di uno sfratto che cerca di rimandare -, all’anziana Teodora che da tempo non ha notizie del figlio mentre anche lei sta per perdere la casa. Tecnica di regia compiuta, nonostante il debutto, grande uso della soggettiva e della macchina a mano per conferire maggior realismo, così come è opportuna la scelta del suono in presa diretta e di una colonna sonora ai minimi termini (Eduardo Cruz). Il montaggio di Mapa Pastor è compassato, tipico del cinema d’autore, ma sono 105’ che non stancano perché di cose ne accadono, tutte concentrate in una sola giornata. Arnau Valls Colomer realizza una fotografia dai toni ocra, suggestiva e sporca, sempre per infondere alla pellicola pennellate di realismo. Tra gli attori spicca il protagonista Luis Tosar, marito indaffarato e distratto che porta a termine la sua missione ma litiga (forse definitivamente) con la moglie. Brava anche Penelope Cruz (anche produttrice di una pellicola utile e coraggiosa) in alcuni intensi monologhi, alle prese con un marito nullafacente che sa solo criticare ma non si impegna per risolvere le situazioni. Il regista si ritaglia una piccola parte nei panni di Manuel. Presentato in anteprima al Festival di Venezia 2022, sezione Orizzonti. Distribuito in Spagna nel 2022 e in Italia nel 2023 (2 marzo). Non ha registrato grandi incassi. Adesso è reperibile su Rai Play, dopo un passaggio in Prima Tv su Rai 5. Consigliato.

Regia: Juan Diego Botto. Soggetto e Sceneggiatura: Juan Diego Botto, Olga Rodríguez. Fotografia: Arnau Valls Colomer. Montaggio: Mapa Pastor. Musiche: Eduardo Cruz. Produttori: Penélope Cruz, Álvaro Longoria. Costumi: Wanda Morales. Trucco: Manuela Merino, Pablo Iglesias. Scenografia: Clara Notari. Case di Produzione: Morena Films, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique, VOO, Be TV, Proximus. Distribuzione (Italia): Bim Distribuzione. Durata: 105’. Genere: Drammatico. Paese di Produzione: Spagna, Belgio – 2022. Titolo Originale: En los márgenes. Interpreti:Penélope Cruz (Azucena), Luis Tosar (Rafa), Adelfa Calvo (Teodora), Christian Checa (Raúl), Juan Diego Botto (Manuel), Aixa Villagrán (Helena), Font García (Germán), María Isabel Díaz Lago (Paty), Sergio Villanueva (direttore della filiale), Nur Levi (Alejandra).

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