Novecinquanta, la crema dell’hip hop italiano

Articolo di Alberto Maccagno

Novecinquanta è un album dove ogni singolo artista che vi partecipi sfoggia la miglior performance possibile e immaginabile, sia a livello lirico-metrico che dal punto di vista dell’interpretazione. Oggi, anche se a dire il vero qualche giorno fa, il capolavoro di Fritz Da Cat compie ben 22 anni, confermandosi come uno dei migliori dischi hip hop italiani di sempre.

Corre il 1999 e, per la realizzazione di quest’opera, il producer nato a Genova raduna un roster di incredibile talento, la crema della crema della scena hip hop italiana, tra cui figurano sia i nomi dei grandi veterani (Neffa, Chico MD, Bassi Maestro, Kaos), sia quelli delle cosiddette nuove leve del tempo (Inoki Ness, Joe Cassano, Fabri Fibra). Solamente leggere la tracklist dell’album, infatti, provoca brividi di piacere in qualsiasi appassionato di musica urban o, quantomeno, in qualsiasi appassionato di vecchia data.

La strofa di Joe Cassano in Giorno e Notte, con quel flow così stupendamente americano, la poesia Cose Preziose, un vero e proprio inno per la cultura e per chiunque si senta salvato dalla musica, l’ermetica L’incognita, dove Neffa ostenta tecnicamente tutta la lunghezza del suo augello lirico, e gli incastri di Fabri Fibra in Una Minima sono solo alcune delle perle contenute in questo pezzo di storia. A queste si aggiungono le performance di rapper come Sean e Polare (mitico membro degli OTR, sempre sottovalutato), l’incalzante apertura di DJ Lugi, tributata anche recentemente dal buon Claver Gold nel suo album Requiem, la storica chiusura col brano-manifesto Street Opera e molto molto altro ancora. Insomma, un album imprescindibile per il rap nostrano, al pari di pietre miliari come SxM e La Rapadopa.

Tuttavia, Novecinquanta portava già in sé un senso di inspiegabile malinconia, la consapevolezza che qualcosa stesse lentamente cambiando e che il genere fosse prossimo ad evolversi in qualcosa di differente, con altri obiettivi e diverse prerogative, come dimostrato, con l’arrivo del nuovo millennio, dall’affermarsi sempre più mainstream di artisti quali gli Articolo 31, dalla pubblicazione di dischi irriverenti come Mr. Simpatia e dall’avvento di realtà quali il Truceklan e la Dogo Gang, più vicine alle emergenti tendenze “gangsta” americane dell’epoca. Migliore o peggiore? Ai postumi l’ardua sentenza.

P.S. Sì, lo so che è “posteri”, stavo scherzando perché ho letto su una rivista che ridere fa bene al cuore.

TRACKLIST:

01. Non C’è Limite Allo Show (ft. DJ Lugi)

02. Garanti del Talento su 950 (ft. Piotta)

03. Cose Preziose (ft. Kaos One)

04. L’incognita (ft. Neffa)

05. Giorno e Notte (ft. Inoki Ness & Joe Cassano)

06. Schiaffetto Correttivo (ft. Turi)

07. Microphone Check 1, 2 What Is This (ft. Bassi Maestro & CDB)

08. Dopo Noi la Quiete (ft. Chico MD)

09. Se Non Fumassi (ft. Yoshi)

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