Palermo, anni di piombo e di coerenza: il giorno in cui il Capo della Polizia aprì la ventiquattrore

Articolo di Franco Lannino

Di lui ricordo tutto, meno il cognome. Si chiamava Nicola, ed era un brigadiere dei Carabinieri in servizio al Palazzo di Giustizia a Palermo. Erano gli anni delle stragi, anni di tensione altissima dove la sicurezza non ammetteva sconti. Nessuno entrava in tribunale senza essere perquisito: avvocati, giornalisti, noi fotoreporter… tutti.

​Quel giorno al processo Contrada doveva testimoniare Vincenzo Parisi, allora Capo della polizia. Noi, con la solita sfacciataggine di chi vive in prima linea, lo stuzzicammo: “Nicola, scommettiamo che a lui non la controlli la borsa?”.

​Lui ci guardò con quell’aria furba e sorniona di chi la sa lunga e ci disse: “Restate a vedere”.

​Arrivò Parisi accompagnato dal Prefetto Luigi Rossi e da altri dirigenti. Nicola battè i tacchi e scattò in un saluto di quelli “massicci”, come solo i militari sanno fare. Poi, con gentilezza ma con ferrea fermezza, gli chiese di aprire la borsa. Il capo della polizia aprì la sua ventiquattrore, Nicola frugò con discrezione, si accertò che fosse tutto in regola e solo allora lo fece passare, facendogli strada.

Ricordo ancora le pacche sulle spalle di Nicola, i complimenti e i caffè pagati dato che ci aveva permesso di vendere una bella ed inusuale fotografia ai giornali!

Related Articles