Andreotti, Lima e gli anni che non possiamo rimuovere

Articolo di Franco Lannino

“Per non dimenticare” non è sempre un’espressione positiva. Nello sconfinato archivio dell’Agenzia “Studio Camera” ci sono scatti che non celebrano, ma testimoniano. Immagini che non consolano, ma inchiodano. Questa foto ne è la prova perfetta. Siamo a Palermo, nei primi anni ’90. Da un lato Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio, il “Belzebù” della politica italiana, sfiorato e attraversato da ombre e processi lunghissimi, ma rimasto incredibilmente illeso e al potere. Dall’altro Salvo Lima, il suo uomo di riferimento in Sicilia, il ponte tra Roma e l’isola. Due uomini dallo stesso lato della barricata, ma travolti da destini opposti: Andreotti scivola tra le maglie della storia e della giustizia. Lima viene giustiziato dalla mafia nel 1992, colpevole — agli occhi di Cosa Nostra — di non aver “addolcito” le condanne definitive del Maxi Processo in Cassazione. La memoria serve a celebrare le cose belle, sì.Ma a volte serve a qualcosa di più sgradevole e necessario: impedire l’assoluzione. E non dimenticare!

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